Tag Archives: lotta armata

Il testimone è alla strada. Sulla lotta di Patxi Ruiz

Il 9 maggio scorso Patxi Ruiz, prigioniero politico basco, veniva convocato dal direttore del carcere di Murcia II e pesantemente minacciato di ritorsioni anche fisiche, con il pretesto della sua partecipazione attiva ad alcune proteste dei detenuti contro la gestione penitenziaria dell’emergenza covid. Per denunciare questi fatti, e più in generale per attaccare le condizioni di ricatto e minaccia sistematica a cui sono sottoposti i prigionieri politici, dal giorno seguente Patxi ha intrapreso un duro sciopero della sete (durato 12 giorni) e

Lontano da dove? E fino a quando? Oreste Scalzone su rifugiati ed estradizione

Un quarantennio fa, nel biennio 1980-81, il “fenomeno” del pentitismo dilaga e si propaga «come una specie di tsunami» che investe anzitutto il reticolo di solidarietà diffuso attorno alle azioni armate, più che alle formazioni, nel quale gl’Inquirenti individuano la “base” dei “fiancheggiatori” da far saltare onde isolare i “terroristi”, secondo noti e sperimentati schemi “antiguerriglia”, autodefiniti anche “controinsurrezionali”. E mentre a centinaia vengono lasciati a marinare in condizioni detentive “pro-tempore” secondo l’estro e la cattiveria dettati dall’“emergenza nazionale”, non

Alla stazione con i fucili. L’autonomia proletaria nella Calabria degli anni Settanta

Abbiamo incontrato Francesco Cirillo di passaggio a Milano per la presentazione del suo libro Sud e ribellione. Dall’autonomia proletaria calabrese alla rete meridionale del Sud ribelle. Da lì, questa narrazione sulle origini storiche e la dinamica di una vicenda poco nota ai più: il movimento dell’autonomia proletaria emerge come una rottura del quadro socio-politico della Calabria a cavallo tra anni Sessanta e Settanta e, col suo combinato di “plasticità” e “nomadismo”, di “comunicazione fisica” e “passionalità”, aggiungendovi quel tanto di

Dimitris: uno per tutti

Dimitris Koufontinas, prigioniero politico greco in carcere dal 2002, era in sciopero della fame dal 2 maggio, e già da diversi giorni è ricoverato nell’Ospedale di Volos. Per lui non era la prima volta, dato che ogni sua “conquista”  durante la lunga detenzione è stata il frutto di continue lotte. Contro di lui i media e un governo che, su pressione astiosa dell’ambasciata statunitense (il cui portavoce ha dichiarato che «quelli come lui non dovrebbero più vedere la luce del

Scripta Manent. Un commento alla sentenza

Il 24 aprile 2019 si è concluso il primo grado del processo Scripta Manent con 18 assoluzioni e 5 pesanti condanne. In attesa delle motivazioni di questa “sentenza pionieristica”, che per la prima volta accoglie il 270 bis (associazione sovversiva con finalità di terrorismo) in relazione alla Federazione Anarchica Informale, un avvocato della difesa ci spiega più nel dettaglio il dispositivo della sentenza e ci racconta alcune delle principali forzature alla base dell’impianto accusatorio. In apertura e in conclusione uno

Con la giusta rabbia: intorno all’Angry Brigade

“L’Angry Brigade è l’uomo o la donna seduto accanto a voi. Hanno delle pistole in tasca e la collera nella mente”. A cavallo tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70, in Inghilterra, si registrano centinaia di ordigni e di attacchi esplosivi ai danni di diversi obiettivi delle classi dominanti e dello Stato. Molti hanno a che fare con gli interessi spagnoli. Alcuni sono firmati The Angry Brigade. In questa conversazione con John Barker, ritroviamo il quadro

Grecia: sull’arresto di Pola Roupa (Lotta Rivoluzionaria)

Atene: dopo alcuni anni di latitanza, finisce il viaggio di libertà di Pola Roupa, membro di Lotta Rivoluzionaria, arrestata giovedì 5 gennaio 2017 insieme a un’altra compagna, Konstantina Athanasopoulou. Al momento dell’arresto, l’accanimento vendicativo dello Stato greco si rivolge anche al figlio di sei anni, che viene internato in un ospedale psichiatrico. Da un compagno greco, il punto della situazione. p.s.: al momento della pubblicazione del presente contributo riceviamo la notizia dell’aggravamento delle condizioni di salute di Pola e Konstantina,

“Robin Hood” nelle carceri spagnole: Amadeu Casellas

Amadeu Casellas ha passato più di un quarto di secolo nelle carceri spagnole per aver commesso qualche decina di rapine durante gli anni Settanta e Ottanta. In prigione ha preso parte alla diversificazione delle forme di lotta dei detenuti e a una serie impressionante di scioperi della fame, l’ultimo dei quali – messo in atto per ottenere la revisione delle proprie condanne – vide un’ampia ondata di mobilitazioni e solidarietà in suo favore in Spagna e a livello internazionale. Rilasciato

Con un’arma in tasca. Una conversazione con Jean-Marc Rouillan.

  “Quando hai un’arma in tasca, la tua coscienza del conflitto e del livello dello scontro è diversa”. Ancora sottoposto dallo Stato francese all’interdizione di parlare degli episodi per cui fu condannato all’ergastolo, Jean-Marc Rouillan ripercorre alcuni momenti della sua esperienza di rivoluzionario: l’incontro coi rivoluzionari spagnoli a Toulouse e la nascita del MIL, la vicenda del GARI, la formazione di Action Dirècte e, infine, il vendicativo accanimento del sistema penale francese. Scarica il podcast

Tre giorni a luglio: l’organizzazione della rivoluzione spagnola

Spagna 1936: Guerra e Rivoluzione. Il 19 luglio del 1936 il “levantamiento” di Franco fallisce in tutti quei territori che seppero oppore resistenza ai militari golpisti. In questa intervista Augustin Guillamón, storico catalano, autore del libro I Comitati di difesa della CNT a Barcellona (1933-1938), ci racconta gli eventi che portarono alla rivoluzione spagnola e al suo fallimento. A Barcellona la popolazione in armi riuscirà in soli due giorni a spazzare via i militari e a confinare la polizia nelle

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