Storie & Narrazioni

La rivoluzione è un’avventura, prima di tutto. Paolo Ranieri

Ci sono favole che, per quanto raccontano e per come lo raccontano, sanno mantenere sempre giovane il fuoco intorno al quale le si ascolta. Così è per la favella di Paolo Ranieri, lucida e (auto)ironica, fatta di intuizioni mai scontate e sapide provocazioni. In questo contributo, estratto da alcuni incontri pubblici organizzati dai “sarunat” (che ringraziamo per averci fornito gli audio), Paolo ripercorre tre momenti della Critica radicale in Italia (Ludd, Organizzazione Consiliare, Comontismo) tra il ’69 e il ’73.

Un sano divertimento. Sulle manifestazioni No Green Pass a Milano

Non è cosa semplice raccontare una piazza composita e controversa come quella che per diciotto sabati consecutivi si è autoconvocata nel centro di Milano per protestare contro il green pass, ma vale la pena provarci, foss’anche al solo fine d’interrompere per trenta minuti la narrazione caricaturale a reti unificate che accompagna queste contestazioni. Per questo motivo abbiamo chiesto a tre bazzicatori dei sabati no green pass di raccontarci il loro punto di vista su questi cortei “senza capo né coda”

Boccaccio Lovers. Una storia quasi ventennale

Da diverso tempo anche a Monza si allunga l’ombra della gentrificazione. Con il principio dell’utilizzo esclusivo, si alterano pezzi di città e si vogliono cancellare i pochi luoghi di libertà ancora esistenti, come lo spazio occupato FOA Boccaccio, attualmente sotto minaccia di sgombero. Assieme a una compagna e un compagno del collettivo Boccaccio, ne ripercorriamo la storia quasi ventennale, tra sgomberi, rioccupazioni e pratiche di autogestione e autonomia, sullo sfondo della progettazione mortifero-cementizia monzese.

Sotto il segno della presabene: la carovana Bialysturbo

Dopo due mesi di viaggio attraverso mezza Italia, si è conclusa la bella esperienza itinerante della carovana solidale Bialysturbo, di cui avevamo già raccontato le prime battute: un’avventura collettiva fatta di fantasia, testardaggine e goliardia che né i fermi e i “papiri questurini”, né le limitazioni epidemiche han potuto arrestare, ma che soprattutto ha saputo intrecciare in maniera inedita le parole con le cose, il fuori con il dentro, nonché i luoghi con gli incontri de’ corpi. Qui una narrazione corale

La verità nel pozzo. Sulla rivolta di Modena e la morte di Sasà

Dopo la rivolta, nei giorni seguenti l’8 marzo 2020, venivano trasferiti dal carcere di Modena a quello di Ascoli, insieme a un’altra quarantina di detenuti. Tra loro c’era Sasà (Salvatore Piscitelli), che morirà di lì a poco, nella più totale indifferenza delle guardie. In nove mesi nessuno li ha cercati per chiedere la loro versione, nessuno è andato a visitarli per sapere come stessero. Così, cinque detenuti, tra cui il compagno di cella di Sasà, hanno deciso  di rompere il

Nei meandri del dispositivo correttivo minorile

Da anni ormai, nella aule scolastiche di ogni genere e grado, l’educazione alla legalità rappresenta di fatto una materia trasversale vòlta a inculcare le basi ideologiche della cittadinanza e dell’obbedienza, secondo cui «la legge è sempre buona» e «se si vogliono cambiare le cose, bisogna cambiare la legge» – beninteso: «secondo le modalità previste dalla legge stessa». Stante la delicatezza della materia da plasmare, il trattamento riservato ai “minori” che decidono determinare in piena autonomia i propri valori e, soprattutto,

Lontano da dove? E fino a quando? Oreste Scalzone su rifugiati ed estradizione

Un quarantennio fa, nel biennio 1980-81, il “fenomeno” del pentitismo dilaga e si propaga «come una specie di tsunami» che investe anzitutto il reticolo di solidarietà diffuso attorno alle azioni armate, più che alle formazioni, nel quale gl’Inquirenti individuano la “base” dei “fiancheggiatori” da far saltare onde isolare i “terroristi”, secondo noti e sperimentati schemi “antiguerriglia”, autodefiniti anche “controinsurrezionali”. E mentre a centinaia vengono lasciati a marinare in condizioni detentive “pro-tempore” secondo l’estro e la cattiveria dettati dall’“emergenza nazionale”, non

Alla stazione con i fucili. L’autonomia proletaria nella Calabria degli anni Settanta

Abbiamo incontrato Francesco Cirillo di passaggio a Milano per la presentazione del suo libro Sud e ribellione. Dall’autonomia proletaria calabrese alla rete meridionale del Sud ribelle. Da lì, questa narrazione sulle origini storiche e la dinamica di una vicenda poco nota ai più: il movimento dell’autonomia proletaria emerge come una rottura del quadro socio-politico della Calabria a cavallo tra anni Sessanta e Settanta e, col suo combinato di “plasticità” e “nomadismo”, di “comunicazione fisica” e “passionalità”, aggiungendovi quel tanto di

Tra testa e mento. Vis-à-vis con Vincenzo

Abbiamo scelto come titolo “Tra testa e mento” perché è l’espressione che Vincenzo usa per descrivere il suo attuale stato di “riemersione” dopo un “tuffo nell’incognito” durato otto anni. Un altro titolo possibile sarebbe stato “il lato incognito”, sia per i rimandi all’esperienza di latitanza, intesa come forma di vita che sfugge all’identificazione, sia per i riferimenti all’incognito inteso come variabile sconosciuta che talvolta può giocare di sponda con la realtà e modificarla. Di questa possibilità nascosta, che è condizione

La casa è dappertutto: voci dalla Barona

Tra le strade e i cortili della Barona, zona popolare del quadrante Sud-Ovest di Milano, da qualche anno un gruppo di amici persegue un altro modo di abitare il quartiere. Come terreno d’incontro e di lotta viene scelta la “casa” e come prima sede lo scantinato di un caseggiato. Col tempo questa amicizia prende il nome di CAAB e la forma di un comitato di quartiere, nato dal basso, slegato dalla pletora di associazioni che fanno dell’inclusione sociale un vettore

« Older Entries