Storie & Narrazioni

Che storia! 25 anni di consultorio autogestito a Milano

Nei locali di via dei Transiti, all’interno dell’ambulatorio medico popolare, da 25 anni alcune compagne hanno dato forma a un consultorio autogestito che, a Milano, rimane un punto di riferimento per tutte le donne che desiderano prendere in mano la propria salute in modo critico e autodiretto. Il racconto di una compagna del consultorio ricostruisce come, in questo quarto di secolo, le esigenze e le emergenze delle donne – contraccezione, aborto, sessualità, menopausa – siano state affrontate in rapporto alle

Che storia! 25 anni di Ambulatorio Medico Popolare a Milano

Nel 2019, l’ambulatorio medico popolare compie 25 anni. Dai modesti locali di via dei Transiti, si è cercato di dare accesso alle cure, di indirizzare e sostenere quelle persone che si sono trovate escluse dal sistema sanitario o che erano intenzionati a mantenere un approccio critico e consapevole verso di esso. Per le compagne e i compagni coinvolti nel progetto, questo campo di pratiche ha dovuto combinarsi con l’analisi permanente dei cambiamenti del sistema sanitario italiano – soprattutto nella particolarità

No Racism Cup: una storia

No Racism Cup è il  mundialito antirazzista di calcio popolare che si tiene nella provincia di Lecce in maniera itinerante da 10 anni. Alla vigilia della nuova edizione un compagno tra gli organizzatori ci racconta la genesi e lo sviluppo di questo progetto che, a modo suo, è stato protagonista, tra gli altri, di quanto è andato accadendo nelle lotte dal basso che si sono sviluppate nel corso di un decennio nel territorio leccese.      

Con la giusta rabbia: intorno all’Angry Brigade

“L’Angry Brigade è l’uomo o la donna seduto accanto a voi. Hanno delle pistole in tasca e la collera nella mente”. A cavallo tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70, in Inghilterra, si registrano centinaia di ordigni e di attacchi esplosivi ai danni di diversi obiettivi delle classi dominanti e dello Stato. Molti hanno a che fare con gli interessi spagnoli. Alcuni sono firmati The Angry Brigade. In questa conversazione con John Barker, ritroviamo il quadro

Rave ON/OFF – Una storia dagli anni Novanta. Seconda parte

«Come on you raver, you seer of visions Come on you painter, you piper, you prisoner, and shine» Pink Floyd, 1975 Dove, come e quando ha cominciato a prendere forma quella che comunemente è stata definita “scena rave” in Europa e successivamente in Italia? Quali le sue peculiarità iniziali e quali le sue successive trasformazioni? Ne abbiamo parlato con Pablito El Drito, oggi dj e producer, e a lungo esploratore della scena italiana ai suoi albori. In questa seconda parte:

Rave ON/OFF – Una storia dagli anni Novanta. Prima parte

«Come on you raver, you seer of visions, Come on you painter, you piper, you prisoner, and shine» Pink Floyd, 1975 Dove, come e quando ha cominciato a prendere forma quella che comunemente è stata definita “scena rave” in Europa e successivamente in Italia? Quali le sue peculiarità iniziali e quali le sue successive trasformazioni? Ne abbiamo parlato con Pablito El Drito, oggi dj e producer, e a lungo esploratore della scena italiana ai suoi albori. In questa prima parte:

Voci da un’insolita fortezza

Due voci raccontano di un’insolita occupazione milanese varata sulla spinta di alcuni immigrati – tra cui una vecchia amicizia della rivolta di Corelli del 2005 – che provano ad organizzarsi fuori dai circuiti ufficiali dell’accoglienza contando solo sulle proprie capacità e sulla solidarietà immediata che incontrano. Con questo “progetto” abbandonano la scuola, dismessa per amianto, di via Imbonati e occupano un altro edificio in via Fortezza firmando un comunicato collettivo con il nome “Ci siamo”. Non più solo un “nascondiglio”, ma

Quel 3 luglio No Tav. Un monologo

Oggi si è concluso il processo d’Appello del cosiddetto processone relativo alle giornate del 27 giugno e del 3 luglio 2011 in Val Susa. La chicca del giorno per bocca dal procuratore generale Saluzzo che, nel chiedere le dure condanne che non mancheranno di essere distribuite, paventa addirittura un “avvicinarsi pericolosamente ai livelli delle Farc”. Ma non conviene prestar troppo orecchio alle versioni pronunciate dalle cattedre dei tribunali. In alcuni casi, meglio ascoltare altre narrazioni, ancorché talvolta sul filo della

Como: un’estate alla frontiera

Non pochi hanno ormai individuato nella cosiddetta “questione delle frontiere” il buco nero di un presente fatto di bombardamenti, saccheggio, sfruttamento e distruzione della vita, in ogni sua forma. Come affrontare l’esercito degli zombie che vorrebbero evitarne le ricadute, triturando tutto in un fango di campi profughi, Cara, Sprar e minchiate di ogni genere amministrate con bonomia poliziesco-planetaria e da ferree determinazioni politico-mediatiche, nessuno davvero lo sa. E spesso capita di navigare a vista. L’estate scorsa a Como centinaia di

Luca Rossi: uno di seicentoventicinque

La sera del 23 febbraio 1986, in un viale della circonvallazione di Milano, la giovane vita di Luca Rossi fu stroncata dallo sparo di un agente della Digos, e il suo nome venne ad aggiungersi alla lunga serie di vittime accessorie di una delle prime “leggi d’emergenza” vomitate dalla Repubblica Italiana. Diversamente da quella dei tanti uccisi dalla legge Reale, la morte di Luca non fu però inghiottita dal buio: da quel giorno, amici, parenti e compagni convennero al risoluto

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