Tag Archives: repressione

Gli anarchici fanno il bis: sui recenti arresti di Roma

Non sono passate neanche due settimane da quando il Tribunale del Riesame di Bologna ha respinto l’accusa di 270 bis per gli anarchici del Tribolo (inchiesta di cui avevamo parlato qui) ed ecco che a riprovarci è la Procura di Roma con un’ordinanza di custodia spiccata contro sette anarchici sempre per “associazione sovversiva”. In attesa che gli imputati siano in grado di prendere direttamente la parola, abbiamo chiesto un primo commento a caldo ad Eugenio Losco, difensore di Paska sia

Operazione “ci riprovo”: sui recenti arresti di Bologna

La normalità non poteva riaffacciarsi con maggiore chiarezza. Al crepuscolo dei domiciliari di massa elargiti con la quarantena, i carabinieri del R.O.S. e la procura di Bologna tirano fuori dal cappello un fascicolo inconsistente contro dodici tra compagne e compagni, accusati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo, mettendone sette in carcere e sottoponendo le altre all’obbligo di dimora e di firma quotidiana. L’operazione è stata giustificata con un comunicato che ne esplicita il carattere preventivo: le persone coinvolte non solo

M.A.E. dire mai! Un’intervista con il Comité Soutien Vincenzo

Avevamo già registrato con loro un’intervista a settembre in cui raccontavano della reazione immediata all’arresto di Vincenzo e ci rassicuravamo a proposito della loro testarda convinzione di poter bloccare la sua “estradizione” verso l’Italia. Sulla vicenda abbiamo pubblicato di recente anche  una chiacchierata con Vincenzo. In questa nuova intervista tornano a parlare alcuni partecipanti del Comité Soutien di Rochefort en Terre, e lo fanno riprendendo il filo degli eventi  a partire dal 15 novembre, giorno della liberazione del Vince, e raccontando

Tra testa e mento. Vis-à-vis con Vincenzo

Abbiamo scelto come titolo “Tra testa e mento” perché è l’espressione che Vincenzo usa per descrivere il suo attuale stato di “riemersione” dopo un “tuffo nell’incognito” durato otto anni. Un altro titolo possibile sarebbe stato “il lato incognito”, sia per i rimandi all’esperienza di latitanza, intesa come forma di vita che sfugge all’identificazione, sia per i riferimenti all’incognito inteso come variabile sconosciuta che talvolta può giocare di sponda con la realtà e modificarla. Di questa possibilità nascosta, che è condizione

Grecia: sull’arresto di due compagni antifascisti

  “Le sedi dei fascisti si chiudono col fuoco”. Coerentemente con questo motto dell’antifascismo militante, nel novembre del 2019, un attacco incendiario chiude l’ultima sede di Alba Dorata di Atene. Alcune settimane dopo, mentre la PM del processo contro l’organizzazione nazista ne chiede l’assoluzione complessiva, due compagni vengono arrestati in relazione a quell’attacco. Di questa vicenda ci racconta un compagno ateniese. Un’occasione anche per fare il punto sull’andamento del processo contro Alba Dorata e sulla presenza dei fascisti in città.

La casa è dappertutto: voci dalla Barona

Tra le strade e i cortili della Barona, zona popolare del quadrante Sud-Ovest di Milano, da qualche anno un gruppo di amici persegue un altro modo di abitare il quartiere. Come terreno d’incontro e di lotta viene scelta la “casa” e come prima sede lo scantinato di un caseggiato. Col tempo questa amicizia prende il nome di CAAB e la forma di un comitato di quartiere, nato dal basso, slegato dalla pletora di associazioni che fanno dell’inclusione sociale un vettore

Un razzo sopra Torino. Intervista a due voci sulla repressione in città

Nella tarda serata del  22 maggio scorso la digos si presenta in forze a casa di un compagno e una compagna di Torino. A lei notificano un avviso orale mentre lui viene arrestato con l’accusa di aver provocato un incendio – per mezzo di un razzo esploso durante un presidio solidale – nel carcere delle Vallette. Dopo un breve soggiorno in carcere – e  circa 5 mesi di arresti domiciliari con divieto di comunicazione – ora La Boba può nuovamente prendere

Sull’operazione Lince contro gli antimilitaristi sardi

“Un 270 bis non si nega a nessuno” recitava il titolo di un opuscolo di qualche anno fa sulla “storia della legislazione repressiva in Italia”. E la generosità in questo senso degli odierni inquirenti non fa che confermarlo. Così, dopo le operazioni Scintilla a Torino e Renata in Trentino, dopo il primo grado del processo Scripta Manent e di quello relativo all’operazione Panico, il 18 settembre 2019 viene notificata la chiusura di indagini riguardanti diversi momenti della lotta antimilitarista in

Per una scritta che non ho fatto né cancellato

Per darle maggiore diffusione, prestiamo la nostra voce e i nostri microfoni a una lettera di Amma, scritta agli inizi di ottobre dal carcere delle Vallette di Torino. Amma è stato arrestato il 20 settembre insieme a Patrick e Uzzo, per i fatti relativi al corteo del 9 Febbraio a Torino, dopo lo sgombero dell’Asilo Occupato e in solidarietà con le persone arrestate durante l’Operazione Scintilla. Qui il testo della lettera. Per scrivere ad Amma: Ammanuel Francesco Rezzonico, Casa di

Rivolta in Ecuador : una voce da Quito

Un compagno di Quito ci racconta quanto va accadendo nella capitale dell’Ecuador negli ultimi giorni che hanno infiammato le strade: le ragioni della rivolta e i duri scontri nel centro della capitale che hanno visto protagonisti migliaia di persone, la proclamazione da parte del governo dello stato di emergenza e il protagonismo degli indigeni in attesa dello sciopero generale. (La redazione di radiocane si scusa per la non perfetta qualità audio del contributo radiofonico)  

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