Tag Archives: repressione

Grecia: sull’arresto di due compagni antifascisti

  “Le sedi dei fascisti si chiudono col fuoco”. Coerentemente con questo motto dell’antifascismo militante, nel novembre del 2019, un attacco incendiario chiude l’ultima sede di Alba Dorata di Atene. Alcune settimane dopo, mentre la PM del processo contro l’organizzazione nazista ne chiede l’assoluzione complessiva, due compagni vengono arrestati in relazione a quell’attacco. Di questa vicenda ci racconta un compagno ateniese. Un’occasione anche per fare il punto sull’andamento del processo contro Alba Dorata e sulla presenza dei fascisti in città.

La casa è dappertutto: voci dalla Barona

Tra le strade e i cortili della Barona, zona popolare del quadrante Sud-Ovest di Milano, da qualche anno un gruppo di amici persegue un altro modo di abitare il quartiere. Come terreno d’incontro e di lotta viene scelta la “casa” e come prima sede lo scantinato di un caseggiato. Col tempo questa amicizia prende il nome di CAAB e la forma di un comitato di quartiere, nato dal basso, slegato dalla pletora di associazioni che fanno dell’inclusione sociale un vettore

Un razzo sopra Torino. Intervista a due voci sulla repressione in città

Nella tarda serata del  22 maggio scorso la digos si presenta in forze a casa di un compagno e una compagna di Torino. A lei notificano un avviso orale mentre lui viene arrestato con l’accusa di aver provocato un incendio – per mezzo di un razzo esploso durante un presidio solidale – nel carcere delle Vallette. Dopo un breve soggiorno in carcere – e  circa 5 mesi di arresti domiciliari con divieto di comunicazione – ora La Boba può nuovamente prendere

Sull’operazione Lince contro gli antimilitaristi sardi

“Un 270 bis non si nega a nessuno” recitava il titolo di un opuscolo di qualche anno fa sulla “storia della legislazione repressiva in Italia”. E la generosità in questo senso degli odierni inquirenti non fa che confermarlo. Così, dopo le operazioni Scintilla a Torino e Renata in Trentino, dopo il primo grado del processo Scripta Manent e di quello relativo all’operazione Panico, il 18 settembre 2019 viene notificata la chiusura di indagini riguardanti diversi momenti della lotta antimilitarista in

Per una scritta che non ho fatto né cancellato

Per darle maggiore diffusione, prestiamo la nostra voce e i nostri microfoni a una lettera di Amma, scritta agli inizi di ottobre dal carcere delle Vallette di Torino. Amma è stato arrestato il 20 settembre insieme a Patrick e Uzzo, per i fatti relativi al corteo del 9 Febbraio a Torino, dopo lo sgombero dell’Asilo Occupato e in solidarietà con le persone arrestate durante l’Operazione Scintilla. Qui il testo della lettera. Per scrivere ad Amma: Ammanuel Francesco Rezzonico, Casa di

Rivolta in Ecuador : una voce da Quito

Un compagno di Quito ci racconta quanto va accadendo nella capitale dell’Ecuador negli ultimi giorni che hanno infiammato le strade: le ragioni della rivolta e i duri scontri nel centro della capitale che hanno visto protagonisti migliaia di persone, la proclamazione da parte del governo dello stato di emergenza e il protagonismo degli indigeni in attesa dello sciopero generale. (La redazione di radiocane si scusa per la non perfetta qualità audio del contributo radiofonico)  

Exarchia: no pasaran

Una storia pluridecennale di resistenza e contrapposizione all’ordine costituito e ai suoi agenti, un presente fatto di attività solidali e di autorganizzazione, nonché un futuro di possibili connessioni pratiche con le probabili esplosioni della rabbia sociale: questo è quanto l’attuale governo greco vorrebbe spazzare via dal quartiere ateniese di Exarchia, con il suo progetto di “pulizia sociale”, complementare peraltro al processo di gentrificazione in corso già da anni. Un progetto contro il quale i compagni e le compagne ateniesi si

Con un piede nella porta. Vincenzo e l’anomalia bretone

  Lo scorso 8 agosto Vincenzo è stato arrestato dalla Squadra Speciale Fuggitivi nei pressi di Rochefort en Terre, un piccolo villaggio bretone.  Ricercato dal 2012, dopo una sentenza che lo condannava in via definitiva a una pena di circa 13 anni per la sua partecipazione alle giornate del G8 di Genova 2001, Vincenzo mancava dall’Italia da più di 7 anni perché aveva deciso di sottrarsi alla cattura e di vivere libero finché possibile. Raggiunto da due Mandati d’Arresto Europeo, uno dei quali poi risultato fasullo,

Counterpunch: sul tentativo di espulsione di Divo

Con un provvedimento firmato direttamente dal Ministro degli Interni, da ieri pomeriggio le autorità italiane stanno provando a deportare Divine Umoru, un compagno anarchico di Bologna, originario della Nigeria, che vive in Italia da quand’era bambino. Ora Divine si trova rinchiuso negli uffici della polizia di frontiera dell’areoporto di Malpensa, mentre numerosi amici e solidali protestano contro la sua espulsione e presidiano l’accesso all’imbarco. Si sta ancora cercando di capire meglio l’iter di questo provvedimento (probabilmente si tratta di un’espulsione

Chiudere la sezione infame. Sullo sciopero della fame di Anna e Silvia

Le differenti condizioni cui vengono sottoposti i detenuti sono il prodotto tanto di deliberati disegni di differenziazione, quanto di tentativi puramente sperimentali. Questo, si direbbe, è il caso di Anna e Silvia, due compagne in carcere rispettivamente per l’operazione Scripta Manent e Scintilla: destinate, di principio, a un regime di Alta Sicurezza, vengono sbattute da un giorno all’altro in un quadro di 41 bis (carcere duro) a L’Aquila. Di qui la loro decisione di avviare, il 29 maggio, uno sciopero

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