Inchieste & Approfondimenti

Kurdistan: appunti di viaggio

Heval, un volontario YPG, ci racconta di come ha visto organizzare la vita, la guerra e la rivoluzione nei territori controllati dal Fronte Democratico Siriano (SDF). Appunti di viaggio in una terra ancora dilaniata dalla guerra in cui si cerca di far sorgere una diversa modalità di vivere, di educarsi e di strutturare l’economia confrontandosi con i problemi, grandi e piccoli, che si incontrano nell’attuale contesto siriano. Il secondo file è dedicato ad una breve aggiornamento sulla situazione militare siriana

Il colonialismo tossico e le sue terre dei fuochi

«La gestione dei rifiuti è un business trasversale che coinvolge figure politiche, imprenditori privati, professionisti, laboratori di analisi, ditte di trasporto ecc. complici nell’invezione di stratagemmi per ridurre il più possibile i costi di produzione». Salvatore Paolo De Rosa, ricercatore indipendente e da anni attento osservatore del sistema economico di gestione dei rifiuti, spiega come e perché la gigantesca produzione di rifiuti civili e industriali abbia accompagnato passo passo il dispiegarsi delle relazioni di potere e di classe del capitalismo

L’immondo del lavoro: le cottimiste del lusso

La polvere sotto il tappeto, ovvero: come si aumenta l’intensità dello sfruttamento del lavoro in una struttura alberghiera? Tramite minimi sindacali ulteriormente compressi, uso di prodotti chimici scadenti (e dannosi) per la pulizia delle camere, imposizione di funzioni non previste dal contratto (come quelle di facchinaggio), creazione di un contesto lavorativo desolidarizzante (e con il ricatto del permesso di soggiorno imposto alla manodopera straniera). Samantha lavora da anni come cameriera nelle strutture alberghiere del lusso a cinque stelle e ce

Intossicati dalla razza: una storia italiana

«Oggi, i vecchi e sperimentati dispositivi razzisti e deumanizzanti formatisi negli anni del colonialismo italiano nel Corno d’Africa si stanno riattivando sulla pelle di donne e uomini migranti, e molte parole proprie dell’ideologia di quell’epoca si ripresentano nel linguaggio quotidiano, così come torna a riaffacciarsi prepotentemente una concezione della donna e della famiglia di stampo clerico-fascista». In questa conversazione con Nicoletta Poidimani si disvelano le radici inestirpate della “narrazione tossica” oggi dominante, basata sull’omissione della storia dell’oppressione.

Genova: senza rumor di parole

«Quello che succede a Genova da anni e che è amplificato dal crollo del ponte Morandi ha un forte valore generale nel senso che è l’esemplificazione di una città che non ha natura morfologica per sopportare il peso dell’industrializzazione, che è stata industrializzata e violentata nella sua natura fisica per seguire questo progetto e che nel momento in cui questo progetto è fallito a livello generale, sta mostrando a livello urbano questa incompatibilità tra il territorio e alcuni piani del

Ghetti e resistenze nella piana di Gioia Tauro

Non pochi ricorderanno la rivolta di Rosarno quando alcuni anni fa immigrati inferociti per le condizioni di vita cui erano costretti presero le strade per alcuni giorni. Non tutti sapranno però dei tentativi di autorganizzazione delle lotte che caratterizzano i campi di lavoro (ovvero di neoschiavitù) e i ghetti della piana di Gioia Tauro (come la tendopoli di San Ferdinando) a fronte di un combinato di sfruttamento bracciantile, militarizzazione dei territori e grottesche figure di “mediazione”. Di questo scenario ci

La caduta del cielo: la profezia del popolo yanomami

L’evidenza della catastrofe in atto, l’evidenza cioè dell’epoca attuale in cui si dà “la somma di tutte le scadenze” (Cesarano), non sembrerebbe richiedere l’ausilio di particolari doti profetiche. Ma di quell’evidenza fa parte anche il fatto che il “popolo della merce” non ha orecchie per intendere il contenuto reale dell’alternativa in atto. Di qui l’importanza di far risuonare la profezia sciamanica del popolo yanomami che ci avverte: “quando finirà la foresta e le viscere della terra saranno state completamente distrutte

Francia: la Zad al bivio.

La lotta della Zad di Notre-Dame-des-Landes, in Francia, attraversa una delle fasi più complesse della sua storia. Potrebbe sembrare un paradosso, ma corrisponde a una logica stringente: archiviata la vittoria “contro l’aeroporto” (con l’abbandono definitivo del progetto da parte dello Stato), resta aperta la questione del “suo mondo”. Lo Stato francese, infatti, non ha certo deposto le armi e, alternando la politica della “mano tesa” alla ferocia militare contro una popolazione considerata ostile, pretende di imporle una resa incondizionata. Da

Ultimo viene il corvo: voci di madri

Un destino di troppi, quello degli uccisi in carcere dalle criminali condotte di poliziotti e magistrati, medici, psichiatri e altri dottori. A questa desolante moltitudine di mortificati prodotta fatalmente, secondo prassi ben sperimentate, con puntualità statistica, si allude sempre isolando i “casi”, contrassegnati da un nome di persona che, per dirla col poeta, «ora è un cencio di sangue e il suo nome». Quanto al come e al dove, vi si allude con altri nomi di santi – San Vittore,

La cosmogonia dei Mapuche in lotta

Dopo le corrispondenze con i Mapuche in lotta sulla sparizione di Santiago Maldonado e sull’omicidio di Rafael Nahuel torniamo nelle terre del Cile e dell’Argentina dove il popolo Mapuche porta avanti il suo processo di salvaguardia e recupero delle terre contro l’espropriazione capitalista messa in atto dalle grandi multinazionali, Benetton in prima fila. Con una compagna Mapuche di Buenos Aires approfondiamo la complessità dell’identità e della lotta Mapuche. Gli Stati argentino e cileno comprendendo l’importanza che ricoprono le figure spirituali

« Older Entries