Author Archives: Radiocane

Soffiare sulle braci: dai nostri “inviati” nei Centri di detenzione amministrativa francesi

Da un incontro sui Cie/Cpr all’incontro coi Cie/Cpr, ovvero di come, recatisi a Parigi per raccontare e discutere della lotta contro i lager per migranti in Italia e dell’operazione repressiva “Scintilla” (Torino), si possa incappare nelle maglie della detenzione amministrativa francese. In questo contributo la voce di due “inviati speciali” nel Cra di Vincennes.  

All’ombra della sicurezza: intorno al decreto Salvini

L’emanazione di “decreti sicurezza” è un format della politica italiana: i governi di tutte le tendenze delle ultime decadi hanno fatto a gara per moltiplicare, secondo le evenienze, le fattispecie di reato sulle quali inasprire l’azione repressiva dei diversi organi dello Stato. Nondimeno, il “decreto Salvini”, con la sua combinazione di populismo penale e ridefinizione dei rapporti tra diritti e autorità, rappresenta un “salto di qualità” nell’elaborazione del diritto penale del nemico, che spinge in direzione di una giustizia imperniata

Giornate particolari a Torino

L’inatteso effetto dell’operazione Scintilla – che lo scorso 7 febbraio ha combinato l’azione di sgombero dell’Asilo Occupato e otto arresti per associazione sovversiva, e che nelle dichiarazioni rilasciate a media sempre assetati delle sbruffonerie di Ministri e Sindaci aveva «fatta giustizia» e riportato «un po’ di normalità» nel quartiere Aurora di Torino – è stato una vampata di iniziative di protesta, solidarietà e sostegno che, nelle ultime settimane, è andata crescendo e propagandosi per tutta la città. Dopo annoso torpore,

Con la giusta rabbia: intorno all’Angry Brigade

“L’Angry Brigade è l’uomo o la donna seduto accanto a voi. Hanno delle pistole in tasca e la collera nella mente”. A cavallo tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70, in Inghilterra, si registrano centinaia di ordigni e di attacchi esplosivi ai danni di diversi obiettivi delle classi dominanti e dello Stato. Molti hanno a che fare con gli interessi spagnoli. Alcuni sono firmati The Angry Brigade. In questa conversazione con John Barker, ritroviamo il quadro

Arresti e perquisizioni in Trentino. Una corrispondenza

In un inverno nel quale l’azione di polizia e magistratura va assumendo la forma di un rastrellamento “a macchia di leopardo” contro chi non è disposto ad abbassare la testa, martedì 19 febbraio 2019, la repressione torna a colpire i compagni e le compagne di Trento e Rovereto nell’intento evidente di criminalizzare i legami di solidarietà di cui si nutrono le lotte. Con una compagna abbiamo analizzato alcuni aspetti dell’operazione che, per la cronaca, è stata intitolata “Renata”.

Kurdistan: appunti di viaggio

Heval, un volontario YPG, ci racconta di come ha visto organizzare la vita, la guerra e la rivoluzione nei territori controllati dal Fronte Democratico Siriano (SDF). Appunti di viaggio in una terra ancora dilaniata dalla guerra in cui si cerca di far sorgere una diversa modalità di vivere, di educarsi e di strutturare l’economia confrontandosi con i problemi, grandi e piccoli, che si incontrano nell’attuale contesto siriano. Il secondo file è dedicato ad una breve aggiornamento sulla situazione militare siriana

Un pezzo del nostro cuore: sugli arresti di Torino e lo sgombero dell’Asilo

“Vogliamo dire che quella lotta era giusta, che chiunque abbia lottato contro quei dispositivi come i Cie/Cpr e le frontiere non può che essere un nostro compagno e non può che avere tutto il nostro rispetto. E i nostri compagni, quelli che sono stati arrestati nell’ultima operazione che è andata in concomitanza con lo sgombero dell’Asilo, con un reato associativo del 270, sono un pezzo del nostro cuore, sono un pezzo delle nostra coscienza” Con una compagna di Torino, facciamo

Nel corridoio della morte: sull’azione al mattatoio di Torino

Lunedì 28 gennaio 2019 un centinaio di attivisti e attiviste del movimento antispecista “269 Libération Animale” provenienti da tutta Europa bloccano il macello di Torino. Incatenandosi lungo il “corridoio della morte”, usando i propri corpi come strumento di lotta, hanno impedito per nove ore il massacro degli animali. Un’azione di liberazione animale che s’inserisce in una prospettiva di liberazione universale. Ne abbiamo parlato con una compagna e attivista che ha partecipato all’azione.

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