Author Archives: Radiocane

Seattle (Usa): cronaca dalla Zona Autonoma della Chaz

Manifestazioni, blocchi stradali, scontri con la polizia, commissariati e auto degli sbirri in fiamme, saccheggi, ridistribuzioni di merci, occupazioni… Tanti sono i luoghi e le forme in cui la Floyd rebellion, partita da Minneapolis, continua a dilagare negli Stati Uniti che la pretesa di averne un quadro completo ed esaustivo sembra quasi velleitaria. Il che, ovviamente, è anche un bene. A Seattle da alcune settimane è sorta una Zona Autonoma, la Chaz (Capitol Hill Autonomous Zone), un pezzo di città occupato e

Gli anarchici fanno il bis: sui recenti arresti di Roma

Non sono passate neanche due settimane da quando il Tribunale del Riesame di Bologna ha respinto l’accusa di 270 bis per gli anarchici del Tribolo (inchiesta di cui avevamo parlato qui) ed ecco che a riprovarci è la Procura di Roma con un’ordinanza di custodia spiccata contro sette anarchici sempre per “associazione sovversiva”. In attesa che gli imputati siano in grado di prendere direttamente la parola, abbiamo chiesto un primo commento a caldo ad Eugenio Losco, difensore di Paska sia

Il testimone è alla strada. Sulla lotta di Patxi Ruiz

Il 9 maggio scorso Patxi Ruiz, prigioniero politico basco, veniva convocato dal direttore del carcere di Murcia II e pesantemente minacciato di ritorsioni anche fisiche, con il pretesto della sua partecipazione attiva ad alcune proteste dei detenuti contro la gestione penitenziaria dell’emergenza covid. Per denunciare questi fatti, e più in generale per attaccare le condizioni di ricatto e minaccia sistematica a cui sono sottoposti i prigionieri politici, dal giorno seguente Patxi ha intrapreso un duro sciopero della sete (durato 12 giorni) e

America oggi: le radici profonde della Floyd Rebellion

Ci sono occasioni della storia in cui tutto sembra verticalizzarsi intorno a un evento. Così l’assassinio poliziesco di George Floyd e la sommossa che ne è scaturita mettono a nudo le innumerevoli contraddizioni e tensioni che stanno alle radici profonde del sistema americano. La media vertiginosa di “esecuzioni extragiudiziali” ai danni degli afroamericani per mano della polizia, il razzismo sistemico dello Stato americano, la dinamica reazionaria del suprematismo bianco che oggi trova la propria espressione politica nell’amministrazione Trump: tutto ciò

La tempesta perfetta: una corrispondenza da Minneapolis

Gli elementi di una tempesta perfetta si sono accumulati per esplodere nell’ultima settima a Minneapolis e in tutti gli Stati Uniti d’America: la rabbia per l’ennesimo omicidio poliziesco ai danni di un afroamericano, le frustrazioni di una compressione sociale e razziale strutturale, certo, ma acuita dalla presidenza Trump, le tensioni accumulatesi a causa del trattamento riservato agli strati più poveri della popolazione durante la pandemia. Con una compagna di Minneapolis ripercorriamo, relativamente a caldo, quanto è successo dal 25 maggio

Operazione “ci riprovo”: sui recenti arresti di Bologna

La normalità non poteva riaffacciarsi con maggiore chiarezza. Al crepuscolo dei domiciliari di massa elargiti con la quarantena, i carabinieri del R.O.S. e la procura di Bologna tirano fuori dal cappello un fascicolo inconsistente contro dodici tra compagne e compagni, accusati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo, mettendone sette in carcere e sottoponendo le altre all’obbligo di dimora e di firma quotidiana. L’operazione è stata giustificata con un comunicato che ne esplicita il carattere preventivo: le persone coinvolte non solo

Milano: cronaca di un 25 aprile in quarantena

Milano, 25 aprile 2020. Come già accaduto nei giorni precedenti a Roma e Torino, anche a Milano la Polizia ha deciso che nessun tipo di iniziativa fosse possibile in piazza, foss’anche quella di portare un fiore sulle lapidi partigiane. Probabilmente eccitati dall’essere da settimane i padroni indiscussi delle strade hanno messo in scena lo spettacolo tristo e patetico della loro forza. Ne sono risultati impedimenti e cariche, fermi e manganellate. Due cronache parallele di quanto è successo oggi in via Padova e in zone Ticinese.  

I blindi sradicati: un racconto dalla rivolta di San Vittore

Sezioni in mano ai detenuti, blindi divelti e sbarre spezzate, euforia e adrenalina: in questa maniera i detenuti del carcere di San Vittore, come quelli delle prigioni di tutta Italia, sono riusciti a far sentire la propria voce a chi sembra non avere orecchie per intendere la loro rabbia e il loro disagio nell’attuale situazione emergenziale. Dopo aver raccontato la rivolta dei prigionieri attraverso le voci dei familiari, abbiamo raccolto questa testimonianza diretta da un amico appena uscito dal carcere.

Di respirare la stessa aria… Intorno alle rivolte nelle carceri milanesi

Se sull’intero territorio nazionale viene sospesa la normalità e l’unica logica di governo è la paura, come pensiamo si possa vivere questa situazione nelle carceri, dove tale sospensione e tale logica sono la norma quotidiana? Domenica 8 marzo 2020 una serie di rivolte ha scosso l’intero sistema penitenziario italiano, con scene che i più hanno visto solo in reperti fotografici in bianco e nero. La dura reazione di Stato, che ha soffocato nel sangue le proteste dei detenuti, è avvolta

Da che parte stare: contro i lager di Stato

La storia dei Centri di reclusione per immigrati (prima Cpt, poi Cie, ora Cpr) è una storia segnata da una conflittualità permanente di cui si sono fatti carico in prima persona i reclusi e che, di rivolta in rivolta, era giunta alcuni anni fa a compromettere seriamente la macchina della “detenzione amministrativa” e delle espulsioni. Negli ultimi mesi, mentre si procede al riallestimento di nuovi o rinnovati lager (“uno per ogni regione”, secondo i progetti che la Lega ha ereditato

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