Author Archives: Radiocane

Che storia: 25 anni di Ambulatorio Medico Popolare a Milano

Nel 2019, l’ambulatorio medico popolare compie 25 anni. Dai modesti locali di via dei Transiti, si è cercato di dare accesso alle cure, di indirizzare e sostenere quelle persone che si sono trovate escluse dal sistema sanitario o che erano intenzionati a mantenere un approccio critico e consapevole verso di esso. Per le compagne e i compagni coinvolti nel progetto, questo campo di pratiche ha dovuto combinarsi con l’analisi permanente dei cambiamenti del sistema sanitario italiano – soprattutto nella particolarità

Rivolta in Ecuador : una voce da Quito

Un compagno di Quito ci racconta quanto va accadendo nella capitale dell’Ecuador negli ultimi giorni che hanno infiammato le strade: le ragioni della rivolta e i duri scontri nel centro della capitale che hanno visto protagonisti migliaia di persone, la proclamazione da parte del governo dello stato di emergenza e il protagonismo degli indigeni in attesa dello sciopero generale. (La redazione di radiocane si scusa per la non perfetta qualità audio del contributo radiofonico)  

Distopie Transumaniste: contro il Singularity University Summit

Silvia, del collettivo Resistenze al nanomondo e dello spazio La Piralide di Bergamo, parla delle logiche che intersecano il tema del transumanesimo in vista del presidio contro il Singularity University Summit che si terrà dalle ore 07:00 il giorno 08 ottobre 2019 a Milano in via Gattamelata, 5. Dall’idea del superamento dei limiti umani e della natura, all’applicazione della tecnologia genetica (CRISP) per il miglioramento degli embrioni nell’ambito della procreazione medicalmente assistita (PMA) quale nuova via all’eugenetica con stretti rapporti

Exarchia: no pasaran

Una storia pluridecennale di resistenza e contrapposizione all’ordine costituito e ai suoi agenti, un presente fatto di attività solidali e di autorganizzazione, nonché un futuro di possibili connessioni pratiche con le probabili esplosioni della rabbia sociale: questo è quanto l’attuale governo greco vorrebbe spazzare via dal quartiere ateniese di Exarchia, con il suo progetto di “pulizia sociale”, complementare peraltro al processo di gentrificazione in corso già da anni. Un progetto contro il quale i compagni e le compagne ateniesi si

Con un piede nella porta. Vincenzo e l’anomalia bretone

  Lo scorso 8 agosto Vincenzo è stato arrestato dalla Squadra Speciale Fuggitivi nei pressi di Rochefort en Terre, un piccolo villaggio bretone.  Ricercato dal 2012, dopo una sentenza che lo condannava in via definitiva a una pena di circa 13 anni per la sua partecipazione alle giornate del G8 di Genova 2001, Vincenzo mancava dall’Italia da più di 7 anni perché aveva deciso di sottrarsi alla cattura e di vivere libero finché possibile. Raggiunto da due Mandati d’Arresto Europeo, uno dei quali poi risultato fasullo,

No Racism Cup: una storia

No Racism Cup è il  mundialito antirazzista di calcio popolare che si tiene nella provincia di Lecce in maniera itinerante da 10 anni. Alla vigilia della nuova edizione un compagno tra gli organizzatori ci racconta la genesi e lo sviluppo di questo progetto che, a modo suo, è stato protagonista, tra gli altri, di quanto è andato accadendo nelle lotte dal basso che si sono sviluppate nel corso di un decennio nel territorio leccese.      

Counterpunch: sul tentativo di espulsione di Divo

Con un provvedimento firmato direttamente dal Ministro degli Interni, da ieri pomeriggio le autorità italiane stanno provando a deportare Divine Umoru, un compagno anarchico di Bologna, originario della Nigeria, che vive in Italia da quand’era bambino. Ora Divine si trova rinchiuso negli uffici della polizia di frontiera dell’areoporto di Malpensa, mentre numerosi amici e solidali protestano contro la sua espulsione e presidiano l’accesso all’imbarco. Si sta ancora cercando di capire meglio l’iter di questo provvedimento (probabilmente si tratta di un’espulsione

La truffa del sovranismo

Il capitalismo contemporaneo, nelle sue dinamiche ferree di centralizzazione e nella sua inesauribile sete di superfruttamento del lavoro, trova nelle ideologie sovraniste facili “antidoti” a tutte le possibili reazioni “novecentesche” da parte di fasce crescenti delle popolazioni via via sottomesse al suo dominio che, private d’ogni bene, per “aree”, sono gettate dal suo incedere, nella pena dell’emigrazione  – affinché esso non incontri contrasti “preoccupanti” e “destabilizzanti”. Questi antidoti si producono in un veleno ammorbante, che, attraverso fantasiose combinazioni di turpiloquio

Di nuovo al porto di Genova

Dopo quanto accaduto nello scorso mese di maggio, al porto di Genova una nuova mobilitazione dal basso mette in difficoltà tutti gli attori coinvolti nel trasporto di materiale bellico verso il Medioriente. Con un compagno portuale riprendiamo il filo del discorso, facendoci raccontare come anche questa volta si è riusciti a impedire l’imbarco del carico di morte.

Chiudere la sezione infame. Sullo sciopero della fame di Anna e Silvia

Le differenti condizioni cui vengono sottoposti i detenuti sono il prodotto tanto di deliberati disegni di differenziazione, quanto di tentativi puramente sperimentali. Questo, si direbbe, è il caso di Anna e Silvia, due compagne in carcere rispettivamente per l’operazione Scripta Manent e Scintilla: destinate, di principio, a un regime di Alta Sicurezza, vengono sbattute da un giorno all’altro in un quadro di 41 bis (carcere duro) a L’Aquila. Di qui la loro decisione di avviare, il 29 maggio, uno sciopero

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