Tag Archives: carcere

Chiudere la sezione infame. Sullo sciopero della fame di Anna e Silvia

Le differenti condizioni cui vengono sottoposti i detenuti sono il prodotto tanto di deliberati disegni di differenziazione, quanto di tentativi puramente sperimentali. Questo, si direbbe, è il caso di Anna e Silvia, due compagne in carcere rispettivamente per l’operazione Scripta Manent e Scintilla: destinate, di principio, a un regime di Alta Sicurezza, vengono sbattute da un giorno all’altro in un quadro di 41 bis (carcere duro) a L’Aquila. Di qui la loro decisione di avviare, il 29 maggio, uno sciopero

Dimitris: uno per tutti

Dimitris Koufontinas, prigioniero politico greco in carcere dal 2002, era in sciopero della fame dal 2 maggio, e già da diversi giorni è ricoverato nell’Ospedale di Volos. Per lui non era la prima volta, dato che ogni sua “conquista”  durante la lunga detenzione è stata il frutto di continue lotte. Contro di lui i media e un governo che, su pressione astiosa dell’ambasciata statunitense (il cui portavoce ha dichiarato che «quelli come lui non dovrebbero più vedere la luce del

Operazione Renata. Il punto sugli arresti in Trentino

Il 19 febbraio venivano arrestati Giulio, Agnese, Rupert, Sasha, Stecco, Poza e Nico. A due mesi di distanza un compagno di Trento fa il punto sulla vasta inchiesta che ha portato a questi arresti, leggendola in costellazione con altre inchieste simili, e ci aggiorna sulla situazione detentiva di chi ancora si trova rinchiuso. A concludere alcune voci raccolte dai presidi avvenuti in simultanea sotto le carceri di Ferrara, Aquila e Tolmezzo.

All’ombra della sicurezza: intorno al decreto Salvini

L’emanazione di “decreti sicurezza” è un format della politica italiana: i governi di tutte le tendenze delle ultime decadi hanno fatto a gara per moltiplicare, secondo le evenienze, le fattispecie di reato sulle quali inasprire l’azione repressiva dei diversi organi dello Stato. Nondimeno, il “decreto Salvini”, con la sua combinazione di populismo penale e ridefinizione dei rapporti tra diritti e autorità, rappresenta un “salto di qualità” nell’elaborazione del diritto penale del nemico, che spinge in direzione di una giustizia imperniata

Ultimo viene il corvo: voci di madri

Un destino di troppi, quello degli uccisi in carcere dalle criminali condotte di poliziotti e magistrati, medici, psichiatri e altri dottori. A questa desolante moltitudine di mortificati prodotta fatalmente, secondo prassi ben sperimentate, con puntualità statistica, si allude sempre isolando i “casi”, contrassegnati da un nome di persona che, per dirla col poeta, «ora è un cencio di sangue e il suo nome». Quanto al come e al dove, vi si allude con altri nomi di santi – San Vittore,

Col proprio corpo: sullo sciopero della fame di Antonio alle Vallette

Il 21 giugno 2017 Antonio, in carcere dal 3 maggio scorso, ha cominciato uno sciopero della fame a oltranza come atto di protesta estremo di fronte al secondo rigetto dell’istanza per gli arresti domiciliari. Della sua attuale situazione e del quadro in cui si inserisce, ci parlano un compagno e una compagna di Torino, esortando tutti e tutte a sostenere con urgenza questa protesta. Scarica il podcast

Grecia: il parossistico caso giudiziario dell’anarchico Tasos Theofilou

All’apice del processo di normalizzazione imposto in Grecia nel quadro della sperimentazione sociale condotta in nome della crisi, il caso di Tasos Theofilou, col suo evidente fetore di montatura poliziesca, rivela in maniera parossistica quanto poco rilevanti siano i fatti per passare anni e anni in galera, nell’accanimento repressivo contro anarchici e rivoluzionari. Dal carcere di Korydallos, abbiamo avuto una lunga chiacchierata con Tasos, che racconta alcuni passaggi della sua vicenda individuale e fa emergere aspetti più generali relativi alla

Pagine contro la tortura: intorno al 41-bis

Osservare l’universo carcerario dal fondo dell’ultimo dei suoi gironi (il 41-bis) permette non solo di cogliere l’essenza del sistema penitenziario in quanto tale, nella sua funzione di annullamento e differenziazione, ma anche di individuare linee di tendenza che, una volta sperimentate con gli ultimi della lista, potrebbero non tardare a presentarsi in altri angoli del sistema. A partire da una circolare del Dipartimento di Amministrazione Penitenziaria, dell’ottobre del 2014, ai detenuti in 41-bis è stato posto il divieto di ricevere

Corrispondenze piratesche dal carcere di S. Vittore

“Avevo un cappio intorno al collo, ma le spalle le ho sempre avute libere. Se vi interessa saperlo”. Così si conclude la veritiera storia di un celebre pirata di un’altra epoca. Hanno sul groppone la pesante accusa di devastazione e saccheggio, ma le loro parole restano libere. Così ci facciamo intercessori delle voci di due pirati in carcere da novembre 2015 per i fatti del Primo maggio a Milano. Per aggiornamenti e altro materiale http://scateniamoli.info/ Scarica il podcast

Bruxelles: l’impossibile maxi-prigione

“A partire da dicembre 2012, abbiamo cercato di essere presenti in diversi quartieri di Bruxelles, collegando il proposito di lottare contro la costruzione di una maxi-prigione alla critica delle trasformazioni in corso a Buxelles e della prigione in quanto tale”. In questi termini, un dossier contro il progetto di maxi-prigione (su cui esiste anche un bel video in francese) sintetizza l’approccio che muove alcuni compagni belgi in questa lotta specifica: diffusione decentralizzata e imprevedibile delle ostilità, intervento in un contesto

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