Tag Archives: carcere

Modena: la strage che non c’è

A distanza di più di un anno dalla strage nel carcere di Modena, e a qualche mese dall’esposto di alcuni detenuti che hanno deciso di rompere il silenzio, torniamo a Modena dove una delle animatrici del Comitato Verità e Giustizia per i morti del Sant’Anna, nato dopo i fatti dell’8 marzo 2020, ci racconta di quei giorni e ci aggiorna sullo stato delle indagini in corso. In conclusione la sorella di Mattia Palloni, uno dei firmatari dell’esposto, ci racconta degli

Apologia di ribellione e oltraggio all’oppressore

Esprimere solidarietà nei confronti dei detenuti e delle detenute in lotta? Dichiarare la propria vicinanza coi compagni inquisiti? Denunciare la gestione criminale della pandemia nelle carceri? Atti che si potrebbero dire minimali per ogni coscienza radicale, ma che per la Digos giustificano l’apertura di indagini per oltraggio e istigazione a delinquere. È quanto successo a più riprese ad alcuni compagni e compagne dell’Assemblea permanente contro il carcere e la repressione di Udine e Trieste ai quali gli inquirenti sembrano voler far

Ala (Trento): gli unici alieni sono i carabinieri

Ala (Trento), 9 aprile 2021: i carabinieri inseguono fin sotto casa un uomo, reo di non essersi fermato a un posto di blocco. L’uomo reagisce e i carabinieri gli sparano. Così perde la vita Matteo Tenni, di 44 anni. La vicenda sarebbe già di per sé agghiacciante. Tuttavia, nello specifico, l’episodio è aggravato dal fatto di svolgersi in un paese di poche migliaia di abitanti, in cui le forze dell’ordine conoscevano bene l’uomo in questione e sapevano benissimo che era

Dentro la notte. Sulla lotta di Koufondinas

Dopo 38 giorni di sciopero della fame nelle carceri greche, le condizioni di salute di Dimitris Koufondinas si fanno sempre più preoccupanti, ma non fanno vacillare la sua determinazione a opporsi alla vendetta dello Stato ellenico il quale, da parte sua, prosegue nella linea dura di disumana intransigenza. Mentre si amplia lo spettro di quelle azioni di solidarietà che “dentro la notte” aprono “fonti di potere sconosciute”, come ebbe a dire lo stesso Koufondinas in altra occasione, facciamo il punto della

Processo Bialystok: il punto della situazione

Negli ultimi anni le inchieste su presunte “associazioni sovversive” attive nella cosiddetta “galassia anarchica” sono fioccate come neve d’inverno; nonostante i ripetuti fiaschi e forti di due ultime sentenze favorevoli (quelle relative al processo di Scripta Manent che ancora deve passare in Cassazione) gli inquirenti ora vanno in scena a Roma, dove il mese scorso ha avuto inizio il processo per l’operazione Bialystok. Ancora una volta l’obiettivo dell’accusa è di pigiare storie di amicizia, solidarietà, coraggio e rabbia dentro l’angusto

Sotto il segno della presabene: la carovana Bialysturbo

Dopo due mesi di viaggio attraverso mezza Italia, si è conclusa la bella esperienza itinerante della carovana solidale Bialysturbo, di cui avevamo già raccontato le prime battute: un’avventura collettiva fatta di fantasia, testardaggine e goliardia che né i fermi e i “papiri questurini”, né le limitazioni epidemiche han potuto arrestare, ma che soprattutto ha saputo intrecciare in maniera inedita le parole con le cose, il fuori con il dentro, nonché i luoghi con gli incontri de’ corpi. Qui una narrazione corale

Koufondinas: il corpo contro la vendetta dello Stato

Dall’8 gennaio 2021, Dimitris Koufondinas ha cominciato uno sciopero della fame in risposta all’accanimento vendicativo che lo Stato greco, dopo 18 anni di detenzione, continua a riservargli. Perché, se non c’è nulla di tanto detestabile per gli agenti della repressione quanto la coerenza e la dignità rivoluzionarie di chi continua a rivendicare a testa alta la propria esperienza, questo in Grecia è forse ancora più vero per l’organizzazione armata “17 Novembre” di cui Koufondinas era membro e della cui attività si

La verità nel pozzo. Sulla rivolta di Modena e la morte di Sasà

Dopo la rivolta, nei giorni seguenti l’8 marzo 2020, venivano trasferiti dal carcere di Modena a quello di Ascoli, insieme a un’altra quarantina di detenuti. Tra loro c’era Sasà (Salvatore Piscitelli), che morirà di lì a poco, nella più totale indifferenza delle guardie. In nove mesi nessuno li ha cercati per chiedere la loro versione, nessuno è andato a visitarli per sapere come stessero. Così, cinque detenuti, tra cui il compagno di cella di Sasà, hanno deciso  di rompere il

Bialysturbo: una carovana di solidarietà

Da Roma in giù, una carovana di compagne e compagni solidali attraversa parte della penisola sostando sotto le carceri, dove si annusa aria di rivolta. Inciampando in controlli serrati dei loschi digos che si danno il cambio sulle strade, senza sosta e con caparbia gioia, camper furgoni e bici proseguono imperterriti in picchiata fino alla Sicilia. Qui un primo racconto di viaggio sul senso di questa esperienza con alcuni aneddoti gustosi che hanno sino ad ora accompagnato l’impresa. Per seguire la carovana: https://bialystok.noblogs.org/ Per raggiungere i compagni e le compagne: bialystokexpress(@)riseup.net

Tre giorni, tre luoghi. Intorno a Scripta Manent

Tre giorni, tre luoghi. Il tribunale, nello specifico l’aula Bunker delle Vallette di Torino; la piazza, nello specifico Borgo Dora a Torino; il carcere, nello specifico il carcere di Alessandria. Una compagna della Cassa Anti Repressione delle Alpi Occidentali ci racconta lo spirito di questo trittico solidale nei confronti degli imputati del processo Scripta Manent di cui si stanno svolgendo le udienze d’Appello: un’occasione per riflettere sul tema della solidarietà da mettere in campo contro le logiche di divisione portate

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