Tag Archives: lotte internazionali

La Minga e l’aguante. Sulla rivolta popolare in Colombia

Dal 28 aprile 2021 in Colombia è esplosa una delle più grandi rivolte popolari degli ultimi decenni. Nato in opposizione a un progetto di riforma fiscale, che – inutile dirlo – avrebbe gravato sulle spalle della povera gente, nel corso delle settimane l’attuale movimento colombiano ha allargato le proprie rivendicazioni e parole d’ordine, occupando le piazze, bloccando le città e resistendo al brutale terrore repressivo messo in atto dallo Stato. Da un compagno di Bogotà, la descrizione di queste settimane di

Punto e a capo. A un anno dalla Floyd Rebellion

È passato un anno dall’uccisone di George Floyd da parte della polizia statunitense e da quando gli elementi di una tempesta perfetta sono esplosi in settimane e mesi dal sapore insurrezionale. Un anno che ha visto non solo la vittoria elettorale di Biden e la sommossa fascistoide di Capitol Hill, il 6 gennaio 2021, ma anche il processo e la condanna dell’agente di polizia Derek Chauvin, l’assassino di Floyd. Un anno soprattutto in cui la polizia ha continuato a uccidere come

Gran Bretagna: quando l’aria si fa infiammabile

Da circa un mese la Gran Bretagna si infiamma di cortei, presidi, marce, occupazioni e scontri con la polizia in diverse città, tre le quali rimbalza sonoro l’eco di un no, chiaro e distinto, alla violenza sessista e razzista della polizia. Le istanze di ribellione scaturiscono dall’omicidio di Sarah Everard per mano di uno sbirro, avvenuto al principio di marzo, quando in parlamento viene proposto il Police, Crime, Sentencing and Court Bill, una legge atta a reprimere tempestivamente qualsivoglia rimostranza

Back in America: frangènti di un’insurrezione

Mentre a pochi giorni dalle elezioni presidenziali le strade di Philadelphia (Pennsylvania) bruciano di rabbia per l’assassinio dell’afroamericano Walter Wallace Jr. da parte di due poliziotti bianchi, da un capo all’altro degli Stati Uniti l’insurrezione ancora infiamma i cuori di coloro che scelgono di gettarsi nelle strade e di non risparmiarsi nello scontro aperto. Ne parliamo con un compagno di New York che ripercorre sinteticamente gli eventi principali degli scorsi mesi, scandaglia fra le pratiche messe in campo e insiste

Seattle (Usa): cronaca dalla Zona Autonoma della Chaz

Manifestazioni, blocchi stradali, scontri con la polizia, commissariati e auto degli sbirri in fiamme, saccheggi, ridistribuzioni di merci, occupazioni… Tanti sono i luoghi e le forme in cui la Floyd rebellion, partita da Minneapolis, continua a dilagare negli Stati Uniti che la pretesa di averne un quadro completo ed esaustivo sembra quasi velleitaria. Il che, ovviamente, è anche un bene. A Seattle da alcune settimane è sorta una Zona Autonoma, la Chaz (Capitol Hill Autonomous Zone), un pezzo di città occupato e

Il testimone è alla strada. Sulla lotta di Patxi Ruiz

Il 9 maggio scorso Patxi Ruiz, prigioniero politico basco, veniva convocato dal direttore del carcere di Murcia II e pesantemente minacciato di ritorsioni anche fisiche, con il pretesto della sua partecipazione attiva ad alcune proteste dei detenuti contro la gestione penitenziaria dell’emergenza covid. Per denunciare questi fatti, e più in generale per attaccare le condizioni di ricatto e minaccia sistematica a cui sono sottoposti i prigionieri politici, dal giorno seguente Patxi ha intrapreso un duro sciopero della sete (durato 12 giorni) e

America oggi: le radici profonde della Floyd Rebellion

Ci sono occasioni della storia in cui tutto sembra verticalizzarsi intorno a un evento. Così l’assassinio poliziesco di George Floyd e la sommossa che ne è scaturita mettono a nudo le innumerevoli contraddizioni e tensioni che stanno alle radici profonde del sistema americano. La media vertiginosa di “esecuzioni extragiudiziali” ai danni degli afroamericani per mano della polizia, il razzismo sistemico dello Stato americano, la dinamica reazionaria del suprematismo bianco che oggi trova la propria espressione politica nell’amministrazione Trump: tutto ciò

La tempesta perfetta: una corrispondenza da Minneapolis

Gli elementi di una tempesta perfetta si sono accumulati per esplodere nell’ultima settima a Minneapolis e in tutti gli Stati Uniti d’America: la rabbia per l’ennesimo omicidio poliziesco ai danni di un afroamericano, le frustrazioni di una compressione sociale e razziale strutturale, certo, ma acuita dalla presidenza Trump, le tensioni accumulatesi a causa del trattamento riservato agli strati più poveri della popolazione durante la pandemia. Con una compagna di Minneapolis ripercorriamo, relativamente a caldo, quanto è successo dal 25 maggio

Cile: las balas que vos tiraste van a volver!

Uno sguardo sul Cile dal racconto di un compagno cileno dove veniamo a sapere come tra le varie pratiche di lotta nell’attuale fiammata insurrezionale vi sia “l’evasione della metropolitana”, ovvero non pagare il biglietto, il “prendersi la notte”, ovvero attuare sabotaggi o attacchi incendiari alle caserme, nonché la decisione di “restituire le pallottole” che la polizia ha sparato sulla gente. Come per l’Ecuador e ancor più in Cile si uniscono diverse rivendicazioni che coinvolgono studenti, famiglie, anziani, lavoratori, soprattutto nei quartieri

Quito: considerazioni da una rivolta (con sguardo sul Cile)

Dopo la cronaca a caldo durante i giorni della rivolta, un compagno di Quito ritorna sulla situazione in Ecuador e fa un’analisi più articolata di quanto accaduto, sul blocco sociale che sostiene il governo di Lenin Moreno e i suoi principali esponenti, il ruolo dei giovani proletari urbani e quello delle comunità indigene, la funzione dei media tradizionali e l’utilizzo delle piattaforme digitali, nonché l’immediata risonanza nel dilagare degli scontri in Cile.  

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