Tag Archives: rivolte

Firenze: quando non si è più soli nella città

Se, come scriveva qualcuno, “nell’ora della rivolta non si è più soli nella città”, non dovrebbe stupire nessuno se questa peculiare forma di socialità abbia rappresentato una delle risposte, ancorché estemporanee, alle misure di distanziamento sociale imposte dal governo negli ultimi mesi. Dovrebbe stupire piuttosto la rarità con cui si è presentata. Così, il 30 ottobre 2020, come in diverse altre città, anche a Firenze l’annuncio governativo di nuove restrizioni anti-Covid provoca una risposta di piazza e per svariate ore le

Bruxelles: police partout, justice complice

Un commissariato della polizia in fiamme, auto sbirresche danneggiate, presa di mira anche la macchina del re (ebbene sì, in Belgio c’è un re!). Dopo la morte di Ibrahima Barrie, ucciso in un commissariato di Bruxelles a gennaio 2021, l’esplosione della rabbia ha saputo trovare le giuste maniere per esprimersi. Tuttavia, questo assassinio poliziesco non costituisce un episodio isolato nella realtà belga, fatta di razzismo strutturale, brutalità poliziesca e complicità della magistratura; un quadro che la situazione di confinamento degli

La verità nel pozzo. Sulla rivolta di Modena e la morte di Sasà

Dopo la rivolta, nei giorni seguenti l’8 marzo 2020, venivano trasferiti dal carcere di Modena a quello di Ascoli, insieme a un’altra quarantina di detenuti. Tra loro c’era Sasà (Salvatore Piscitelli), che morirà di lì a poco, nella più totale indifferenza delle guardie. In nove mesi nessuno li ha cercati per chiedere la loro versione, nessuno è andato a visitarli per sapere come stessero. Così, cinque detenuti, tra cui il compagno di cella di Sasà, hanno deciso  di rompere il

Albania: quando la polizia uccide

“Chi chiami quando la polizia uccide?”. Così recita una scritta vergata durante la rivolta esplosa in Albania dopo l’assassinio di Klodian Rasha, un ragazzo di venticinque anni ucciso dagli sbirri l’8 dicembre 2020 perché non aveva rispettato il coprifuoco. La risposta è data dalla rivolta stessa, in cui ancora una volta si manifesta la rabbia di una gioventù sempre più incazzata. Di quanto accaduto ci racconta un compagno del collettivo Organizata Politike.  

Cpr di Corelli: dentro la rivolta e la lotta in città

Dopo la riapertura il 28 settembre 2020 del Cpr di via Corelli a Milano, la rivolta dei reclusi non si è fatta attendere a lungo. Già dopo poche settimane i detenuti di questo carcere speciale per immigrati hanno mostrato di sapere bene come non ci sia altra via per liberarsi da quella struttura se non quella della sua distruzione. E lo conferma la notizia di un’altra rivolta scoppiata venerdì 20 novembre, mentre stavamo preparando la pubblicazione di questo contributo audio. Al

Grecia: la memoria rivoluzionaria non va in quarantena

L’attuale governo greco, che sin dal suo insediamento ha dichiarato apertamente guerra contro ogni forma di opposizione sociale – con attacchi alle occupazioni, progetti di legge di forte limitazione alle possibilità di manifestare il dissenso e un aumentato livello di militarizzazione delle città – non poteva non cogliere la ghiotta occasione fornita dallo stato d’eccezione per motivi sanitari allo scopo di impedire le mobilitazioni previste per il 17 novembre, ricorrenza storica della liberazione dal “regime dei colonnelli” nel 1973. Ma,

Back in America: frangènti di un’insurrezione

Mentre a pochi giorni dalle elezioni presidenziali le strade di Philadelphia (Pennsylvania) bruciano di rabbia per l’assassinio dell’afroamericano Walter Wallace Jr. da parte di due poliziotti bianchi, da un capo all’altro degli Stati Uniti l’insurrezione ancora infiamma i cuori di coloro che scelgono di gettarsi nelle strade e di non risparmiarsi nello scontro aperto. Ne parliamo con un compagno di New York che ripercorre sinteticamente gli eventi principali degli scorsi mesi, scandaglia fra le pratiche messe in campo e insiste

Milano… eppur (qualcosa) si muove

Nella Milano ormai sopita e inerte, tre diversi momenti nel giro di pochi giorni hanno smosso e, forse, scosso l’immobilità e la rassegnazione imperanti: un’occupazione intensa, ancorché di breve durata, un presidio animato e solidale intorno al Cpr di via Corelli e una piazza con tratti selvaggi che ha espresso una naturale ostilità alle soffocanti e insensate regole dell’attuale èra pandemica.    

Seattle (Usa): cronaca dalla Zona Autonoma della Chaz

Manifestazioni, blocchi stradali, scontri con la polizia, commissariati e auto degli sbirri in fiamme, saccheggi, ridistribuzioni di merci, occupazioni… Tanti sono i luoghi e le forme in cui la Floyd rebellion, partita da Minneapolis, continua a dilagare negli Stati Uniti che la pretesa di averne un quadro completo ed esaustivo sembra quasi velleitaria. Il che, ovviamente, è anche un bene. A Seattle da alcune settimane è sorta una Zona Autonoma, la Chaz (Capitol Hill Autonomous Zone), un pezzo di città occupato e

America oggi: le radici profonde della Floyd Rebellion

Ci sono occasioni della storia in cui tutto sembra verticalizzarsi intorno a un evento. Così l’assassinio poliziesco di George Floyd e la sommossa che ne è scaturita mettono a nudo le innumerevoli contraddizioni e tensioni che stanno alle radici profonde del sistema americano. La media vertiginosa di “esecuzioni extragiudiziali” ai danni degli afroamericani per mano della polizia, il razzismo sistemico dello Stato americano, la dinamica reazionaria del suprematismo bianco che oggi trova la propria espressione politica nell’amministrazione Trump: tutto ciò

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