Tag Archives: immigrazione

Milan col coeur in man: di retate e altre accoglienze

La Milano dell’accoglienza, fiera del proprio buon cuore e fiore all’occhiello delle policy sull’immigrazione, la  scorsa settimana ha scoperto anche l’altra faccia: dopo aver rinchiuso le persone in “accoglienti” caserme e aver distribuito volontari per rendere “accoglienti” le strade della città, Questura e Prefettura hanno mostrato i muscoli  in una brillante operazione antidegrado sull’intero quartiere della Stazione Centrale: inflessibili  persino contro le masserizie di chi dormiva all’addiaccio,  i tutori del decoro hanno fatto capire che, per i malcapitati “non assorbibili”,

Voci da un’insolita fortezza

Due voci raccontano di un’insolita occupazione milanese varata sulla spinta di alcuni immigrati – tra cui una vecchia amicizia della rivolta di Corelli del 2005 – che provano ad organizzarsi fuori dai circuiti ufficiali dell’accoglienza contando solo sulle proprie capacità e sulla solidarietà immediata che incontrano. Con questo “progetto” abbandonano la scuola, dismessa per amianto, di via Imbonati e occupano un altro edificio in via Fortezza firmando un comunicato collettivo con il nome “Ci siamo”. Non più solo un “nascondiglio”, ma

Di sgomberi, espulsioni e figure barbine: una (stra)ordinaria storia a Milano

Nulla di più ordinario di un immigrato qualsiasi che, a prescidere da carte e cartacce burocratiche, venga impacchettato e senza clamore rispedito al proprio paese di origine. A maggior ragione se il soggetto in questione risulta essere occupante di un alloggio popolare nel quartiere Giambellino di Milano. Meno ordinaria appare, in questi tempi, una reazione in grado di interrompere l’ordinario andamento delle cose. Il tutto si conclude con veline imbarazzate dove si asserisce essere stato tutto un grande equivoco. Scarica

Notizie dal fronte: le bombe partono da Cagliari

Dove si è in guerra? Ci sono luoghi in cui gli eserciti bombardano frantumando vite, altri (dove magari si spergiura di non volere la guerra) in cui quelle bombe vengono fabbricate e gli eserciti si addestrano a usarle. La linea del fronte si distribuisce lungo processi materiali che innervano la vita, il lavoro e l’ambiente. Processi che nella loro materialità possono essere concretamente fermati o quantomeno tenacemente ostacolati. Un compagno sardo ci parla delle principali fabbriche di guerra sarde (la

Como: un’estate alla frontiera

Non pochi hanno ormai individuato nella cosiddetta “questione delle frontiere” il buco nero di un presente fatto di bombardamenti, saccheggio, sfruttamento e distruzione della vita, in ogni sua forma. Come affrontare l’esercito degli zombie che vorrebbero evitarne le ricadute, triturando tutto in un fango di campi profughi, Cara, Sprar e minchiate di ogni genere amministrate con bonomia poliziesco-planetaria e da ferree determinazioni politico-mediatiche, nessuno davvero lo sa. E spesso capita di navigare a vista. L’estate scorsa a Como centinaia di

Sulla lotta contro il Cie di Restinco-Brindisi

  L’autunno scorso riapriva il Cie di Restinco, Brindisi, restato a lungo chiuso grazie alla sete di libertà dei reclusi che, di ribellione in rivolta, lo avevano reso inagibile. Sin dalla sua riapertura, “alcuni nemici di ogni frontiera” hanno cominciato a muoversi per rompere l’isolamento cui vorrebbero costringere gli internati. Le misure repressive scattate successivamente ai danni di alcuni compagni (fogli di via, arresti domiciliari, obblighi di dimora) non fanno altro che ribadire la volontà di tenere nascosta e in

Sotto l’acronimo: le diverse razionalità delle politiche migratorie

L’universo concentrazionario italiano è ormai prossimo alla maggiore età. Allestito sul finire degli anni ’90, è sempre stato luogo di abiezione e collaborazionismo, nonché di poderose rivolte distruttive e di spericolate evasioni. Da qualche tempo, esso è al centro di una vasta operazione di ripensamento organizzativo sulla base di “differenti razionalità” gestionali. Così, al fianco dei “vecchi” C.I.E., ristrutturati e rimodernati, con la loro funzione deterrente e repressiva, è sorto un più ampio circuito di C.A.R.A. (i cosidetti centri per

Urla non sopite: sulla lotta contro i C.I.E. a Torino

  «…Crediamo che sia importante identificare i collaboratori della macchina delle espulsioni. Chi, dalle espulsioni, dai pestaggi ed anche, a volte, dalle rivolte ci guadagna. Che sia importante portare la lotta contro i Centri anche al di fuori di quelle mura, che la lotta è ovunque per chi sa guardare con i giusti occhi.» Questo il principio che ispira la lotta di chi a Torino, nonostante l’insistenza repressiva di Questura e Procura, ha deciso di proseguire le ostilità contro la

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