Storie & Narrazioni

Vallanzasca remastered

Realizzata con mezzi di fortuna durante il primo periodo in cui Renato Vallanzasca ha potuto beneficiare del permesso di lavoro esterno  dopo più di 35 anni di carcere  (nel 2010) , ne riproponiamo ora una versione rimasterizzata con alcuni miglioramenti sulla qualità dell’audio ma lasciandola inalterata in tutto il resto. Nella prima e nella seconda parte: l’infanzia nei quartieri popolari di Lambrate e Giambellino, l’attrazione verso la malavita e le sue regole, un incontro con il movimento del 68, considerazioni

Berlino brucia? – sul 1° maggio rivoluzionario –

“Era il primo bel giorno dell’anno. Il tempo era bello e faceva caldo. Un piccolo gruppo di compagni attaccò una macchina della polizia e la rovesciò. La polizia reagì inviando un piccolo gruppo di poliziotti, ma ci fu una reazione imprevista da parte della gente che in maniera del tutto inattesa sfogò la sua collera. Si trattò come di un incendio che si scatenò alll’improvviso.” Così, nel racconto diretto di un compagno, ebbe inizio, nel 1987, il primo maggio rivoluzionario

Insuscettibile di ravvedimento. Una conversazione con Pasquale Valitutti

Il movimento anarchico ieri e oggi, prima e dopo la strage di Piazza Fontana, tra gioia, repressione e lotta armata; il percorso di un’esperienza individuale e l’importanza di una svolta epocale; e soprattutto l’urgenza dell’azione diretta, dell’attacco, della prontezza. Stralci da una conversazione con Pasquale Valitutti nella quale, più che del passato, si parla del nostro presente. (per chi volesse sentire la sua testimonianza sulla morte di Pinelli, alleghiamo un’intervista a Valitutti di qualche anno fa) Scarica il podcast

Solidarietà e amore – Marco Camenisch, una vita ribelle

  Alla vigilia delle due giornate di solidarietà internazionale con Marco Camenisch, un compagno della Cassa Antirep delle Alpi Occidentali ne ripercorre la biografia di rivoluzionario, dalle lotte degli anni 70 agli ultimi vent’anni trascorsi in un’ autentica odissea carceraria, iniziata in Italia e che sta continuando in Svizzera, fino alle sue ultime vicende giudiziarie. “In un percorso contrassegnato dalla costante coerenza tra idee e vita vissuta, Marco è stato tra i primi a riconoscere il nemico non solo nello

La legge o la vita – storia di Sonja e Christian

Da una parte l’arte della fuga, un atto quasi etologico che concerne la difesa della vita: Sonja e Christian che per 33 anni sfuggono alla cattura e vivono sotto falsa identità. Dall’altra la “punizione infinita”, la vendetta implacabile della giustizia di Stato tedesca che non si accontenta dell’esilio forzato ma pretende il pentimento e la collaborazione di tutti. La storia di Sonja Suder, 79 anni, e Christian Gauger, 72 anni, racchiude tutto questo. A raccontarcela, in un’intervista a due voci,

L’affittacamere

La storia di Paola, trans brasiliana , che vive prostituendosi in appartamento a Milano. La storia di Paola che finisce nel Cie di Via Corelli a Milano La storia di un incontro nel Cie con un poliziotto che lei già conosce La storia di un poliziotto che arrotonda affittando appartamenti agli stessi clandestini che poi finiranno nel Lager. La storia di Paola, che denuncia pubblicamente il suo affittacamere,  e questa mattina viene prelevata dalla polizia  nel cie di via corelli

Pestifera la mia vita – Intervista a Claudio Lavazza

Questa è la registrazione di un’intervista telefonica che Guido, un compagno della Cassa Antirep delle Alpi Occidentali (attualmente agli arresti domiciliari per gli scontri contro CasaPound a Cuneo), ha fatto a Claudio Lavazza lo scorso anno. La rendiamo pubblica adesso in concomitanza con la pubblicazione, in versione italiana, della sua autobiografia, “PESTIFERA la mia vita”. <<Chi è Claudio Lavazza lo si intuisce fin dalla prima pagina del suo libro: le azioni di cui è accusato parlano chiaro. Un ribelle, un

Arnaldo e la rapina di via Osoppo – prima parte

Il 27 febbraio del 1958 in via Osoppo a Milano viene messa a segno la prima grande rapina ad un portavalori realizzata in Italia. Quell’evento rappresenta un passaggio di discontinuità rispetto alle abitudini criminali dell’epoca e anticipa la stagione dei “grandi colpi” e delle batterie mostrando il “salto” di una malavita che stava cambiando insieme alla città. In una lunga intervista con Arnaldo, uno degli ideatori della rapina, ripercorriamo le storie della Milano del tempo non con gli occhi storicopolizieschi

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