Tag Archives: storia orale

Il nemico alle spalle: il canto popolare contro la Grande guerra. Vol. 3: qui si muore gridando “Assassini!”

Terzo episodio de Il nemico alle spalle, rubrica curata da radiocane e Lorenzo Valera sul canto popolare contro la Grande guerra. Nel pieno dell’insensata carneficina, “fuoco e mitragliatrici, si sente il cannone che spara”. Il sangue s’impasta con la terra nelle trincee, sulle alture, sui monti. Toponomastica del massacro: Monte San Michele, Monte Cappuccio, Gorizia… “e il ritorno per molti non fu”. Interpretazioni originali a cura di Lorenzo Valera e Livia Brambilla. Per info e contatti: blukington.alekos.net I volumi già

Il nemico alla spalle: il canto popolare contro la Grande Guerra. Vol. 2: tocca partire

Secondo episodio de Il nemico alle spalle, rubrica curata da radiocane e Lorenzo Valera sul canto popolare contro la Grande guerra. Tocca partire. All’entrata dell’Italia nel conflitto, si muovono non solo milioni di poveri disgraziati mandati al macello da “quei vigliacchi di quei signori”, ma anche la macchina della propaganda che deve giustificare l’incipiente massacro. Vi partecipano “quei giovani studenti” che “la guerra han voluto” e “han gettato l’Italia nel lutto” e la schiera degli intellettuali interventisti. Alla loro stucchevole

Il nemico alle spalle: il canto popolare contro la Grande Guerra. Vol. 1: tra il Masetti e il Luisin

Che cosa si cantava in Italia alla vigilia della Grande Guerra? Inni socialisti e anarchici, parodie delle canzoni ufficiali del colonialismo italiano e soprattutto canti popolari di provenienza risorgimentale: un repertorio che ben esprimeva un immaginario antimilitarista antico e ben radicato nelle classi subalterne italiane, trascinate verso un massacro inutile e insensato. In questa rubrica, curata da radiocane e Lorenzo Valera, si cercherà di prestar ascolto a una delle tante forme con cui si esprimeva il “no” alla Grande Guerra,

“Robin Hood” nelle carceri spagnole: Amadeu Casellas

Amadeu Casellas ha passato più di un quarto di secolo nelle carceri spagnole per aver commesso qualche decina di rapine durante gli anni Settanta e Ottanta. In prigione ha preso parte alla diversificazione delle forme di lotta dei detenuti e a una serie impressionante di scioperi della fame, l’ultimo dei quali – messo in atto per ottenere la revisione delle proprie condanne – vide un’ampia ondata di mobilitazioni e solidarietà in suo favore in Spagna e a livello internazionale. Rilasciato

Con un’arma in tasca. Una conversazione con Jean-Marc Rouillan.

  “Quando hai un’arma in tasca, la tua coscienza del conflitto e del livello dello scontro è diversa”. Ancora sottoposto dallo Stato francese all’interdizione di parlare degli episodi per cui fu condannato all’ergastolo, Jean-Marc Rouillan ripercorre alcuni momenti della sua esperienza di rivoluzionario: l’incontro coi rivoluzionari spagnoli a Toulouse e la nascita del MIL, la vicenda del GARI, la formazione di Action Dirècte e, infine, il vendicativo accanimento del sistema penale francese. Scarica il podcast

Rebetiko, il canto della plebe

Carcere e fumerie di hashish, bande di strada e scontri con l’ordine costituito, profughi e sofferenza. Le origini e la storia del Rebetiko, più un modo di vita che un mero stile musicale, si intrecciano con la storia della plebe urbana greca, con la vita del Pireo e con le principali fasi politiche della penisola ellenica nella prima metà del XX secolo. Ci siamo fatti raccontare questa vicenda da Epaminondas Thomos, un compagno greco che ha curato l’edizione italiana del

Berlino brucia? – sul 1° maggio rivoluzionario –

“Era il primo bel giorno dell’anno. Il tempo era bello e faceva caldo. Un piccolo gruppo di compagni attaccò una macchina della polizia e la rovesciò. La polizia reagì inviando un piccolo gruppo di poliziotti, ma ci fu una reazione imprevista da parte della gente che in maniera del tutto inattesa sfogò la sua collera. Si trattò come di un incendio che si scatenò alll’improvviso.” Così, nel racconto diretto di un compagno, ebbe inizio, nel 1987, il primo maggio rivoluzionario

Insuscettibile di ravvedimento. Una conversazione con Pasquale Valitutti

Il movimento anarchico ieri e oggi, prima e dopo la strage di Piazza Fontana, tra gioia, repressione e lotta armata; il percorso di un’esperienza individuale e l’importanza di una svolta epocale; e soprattutto l’urgenza dell’azione diretta, dell’attacco, della prontezza. Stralci da una conversazione con Pasquale Valitutti nella quale, più che del passato, si parla del nostro presente. (per chi volesse sentire la sua testimonianza sulla morte di Pinelli, alleghiamo un’intervista a Valitutti di qualche anno fa) Scarica il podcast

Arnaldo e la rapina di via Osoppo – prima parte

Il 27 febbraio del 1958 in via Osoppo a Milano viene messa a segno la prima grande rapina ad un portavalori realizzata in Italia. Quell’evento rappresenta un passaggio di discontinuità rispetto alle abitudini criminali dell’epoca e anticipa la stagione dei “grandi colpi” e delle batterie mostrando il “salto” di una malavita che stava cambiando insieme alla città. In una lunga intervista con Arnaldo, uno degli ideatori della rapina, ripercorriamo le storie della Milano del tempo non con gli occhi storicopolizieschi

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