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Col proprio corpo: sullo sciopero della fame di Antonio alle Vallette

Il 21 giugno 2017 Antonio, in carcere dal 3 maggio scorso, ha cominciato uno sciopero della fame a oltranza come atto di protesta estremo di fronte al secondo rigetto dell’istanza per gli arresti domiciliari. Della sua attuale situazione e del quadro in cui si inserisce, ci parlano un compagno e una compagna di Torino, esortando tutti e tutte a sostenere con urgenza questa protesta. http://www.radiocane.info/app/uploads/2017/06/pise.mp3Scarica il podcast

Torino Smart City non è solo dress code

Continuando il lavoro di ricerca sui processi urbanistici in atto iniziato con il contributo  “La volgare fiumana” su Torino, due compagni della redazione di Macerie di Torino analizzano gli effetti sulla composizione sociale derivanti dalla “deperiferizzazione” dei quartieri divenuti smart: la nuova geografia esige la selezione delle popolazioni e delle loro occupazioni, messa in pratica a furia di retate multifunzionali e proliferare di residenze destinate agli studenti nelle aree di cui sono stati convertiti gli usi. Nella prima parte si

Lotta contro gli sfratti: sugli ultimi arresti di Torino

Un picchetto antisfratto, uno dei tanti messi in campo nell’ultimo periodo nella città di Torino e non solo. Un’operazione repressiva settimana scorsa (con quattro arresti, nove divieti di dimora e perquisizioni in alcuni spazi occupati), una delle tante tentate negli ultimi anni dalla procura torinese, nella velleitaria pretesa di garantire al piccolo ufficiale giudiziario di turno maggiore tranquillità nell’esercizio della sua sporca funzione. Pia illusione, giacché – come scrivono i compagni torinesi – “siamo spesso colpiti, ma siamo sempre pronti

“La volgare fiumana” su Torino

I processi urbanistici messi in opera e realizzati a Torino da torme di professionisti della sartoria metropolitana, in combutta con “la volgare fiumana dei pii possessori di lotti”, iniziano a tracciare una nuova geografia della sua zona Nord, con nuovi baricentri degli assi urbani, gli immancabili “nuovi centri” di importanza strategica e la pretesa di selezionare il “nuovo tipo” di cittadini che dovrebbero attivamente abitarli. La loro apparente tronfia illogicità rischia di far perdere di vista il senso dei flussi

Fare la propria parte: dal Piemonte al Kurdistan

Da un lato il tentativo di intralciare la pioggia di restrizioni e misure giudiziarie distribuite a piene mani dalla procura di Torino sulle varie situazioni di lotta. Cambiare strategia: un posizionamento individuale a fronte dei meccanismi repressivi che negli ultimi mesi si è diffuso e, in Val Susa, ha trovato il sostegno collettivo che porta anche alla nascita  della campagna “io sto con chi resiste”. Dall’altro lato, il Kurdistan, gli attacchi della Turchia alla resistenza curda e la necessità di

Nuovi banditi da Torino

Dopo la messa al bando di altri dodici compagni/e da Torino, si discute di queste misure e di come si inseriscano in un piano di normalizzazione più ampio che coinvolge interi pezzi di città e la loro messa a profitto. Come reagire a questa strategia repressiva è un qualcosa su cui tornare a riflettere, ma anche a cui rispondere nell’immediato. Ce ne hanno parlato alcuni/e torinesi ricordandoci di come, a volte, scegliere tra andare o restare diventa una questione di

Urla non sopite: sulla lotta contro i C.I.E. a Torino

  «…Crediamo che sia importante identificare i collaboratori della macchina delle espulsioni. Chi, dalle espulsioni, dai pestaggi ed anche, a volte, dalle rivolte ci guadagna. Che sia importante portare la lotta contro i Centri anche al di fuori di quelle mura, che la lotta è ovunque per chi sa guardare con i giusti occhi.» Questo il principio che ispira la lotta di chi a Torino, nonostante l’insistenza repressiva di Questura e Procura, ha deciso di proseguire le ostilità contro la

La pena del sospetto. Sulla sorveglianza speciale.

La settimana scorsa il Tribunale di Varese ha rigettato la richiesta di sorveglianza speciale nei confronti di un compagno di Saronno. Istanze analoghe (che implicano significative restrizioni della libertà) riguardano alcuni compagni di Torino e di Bologna. Abbiamo chiesto agli avvocati Gabriele Fuga e Ugo Giannangeli di fornirci alcuni ragguagli circa questa “misura preventiva”, vale a dire questa pena senza reato. [display_podcast]   http://www.radiocane.info/app/uploads/2015/02/sorveglianza_speciale.mp3Scarica il podcast

Sotto il grattacielo Intesa San Paolo. Intorno agli arresti del 3 giugno.

Torino, 3 giugno 2014. Centoundici indagati, dodici compagni/e in carcere, cinque arresti domiciliari, quattro obblighi di dimora, quattro divieti di dimora, quattro obblighi di firma. Questi i numeri dell’ennesima operazione repressiva condotta dalla Procura di Torino che, questa volta, prende di mira gli ultimi due anni di lotta contro gli sfratti. Oltre a togliere dalle strade compagni/e che hanno sperimentato insieme ad altri sfruttati la possibilità della resistenza, l’operazione appare complementare alla volontà politico-predatoria di imporre un preciso riassetto urbanistico

Banditi:pezzi di città 4

bandito s. m. [part. pass. di bandire]. . persona messa al bando dalla legge e spec. allontanata in maniera coatta da un determinata zona, città o regione; . (non com.) bandolero, (lett.) bravo, brigante, criminale, delinquente, fuorilegge, malvivente, (lett.) masnadiere, (lett.) scherano, malfattore. Per le puntate precedenti: Torino: pezzi di città – Parte I Torino: pezzi di città -Parte II Torino: pezzi di città – Parte III Per ulteriori elementi di riflessione (da autistici.org/macerie) Piazza pulita In contropiede http://www.radiocane.info/app/uploads/2013/12/banditiTorino.mp3Scarica il

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