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Strani soldati senza bandiera: un radiodramma partigiano. Atto terzo

Atto terzo: Un fottuto casino. La battaglia. In cui si racconta della battaglia di B., della sua sottintesa simbologia mistica, di come si possa entrare nella storia pur essendo indisciplinati, scalzi e affamati. Perché il mondo è tutto ciò che accade, ma quando accade è solo un fottuto casino. A chiudere: una diga, il dilagante nulla della sua monotona materia e la voce di un fantasma. Liberamente tratto dai racconti di Giulio Questi. Musiche originali composte e eseguite dal Kalashnikov

Strani soldati senza bandiera: un radiodramma partigiano. Atto secondo

  Atto secondo: Un sogno di ghiaccio e buio In cui si narra dell’arrivo di un Comandante con scarpe di gomma, giacca bianca e due occhi celesti che sembrano sorridere. Gli uomini raccolgono i loro stracci per inseguire forse qualcosa di bello, forse solo il peggiore dei sogni, fatto di ghiaccio e buio. Liberamente tratto dai racconti di Giulio Questi. Musiche originali composte e eseguite dal Kalashnikov Collective. Per ascoltare il primo atto: La Valle del Bergamino Impiccato http://www.radiocane.info/app/uploads/2016/06/GQ_AttoSecondo.mp3Scarica il

Strani soldati senza bandiera: un radiodramma partigiano. Atto primo

Strani soldati, quelli riesumati dalla penna di Giulio Questi, che come «uccelli portati dal vento di montagna» vagano per imprecise latitudini e oniriche curvature del tempo «alla ricerca di combattimenti e di cose da mangiare». Partigiani le cui storie non indugiano nella dolcificante agiografia dei giusti, ma hanno piuttosto il sapore schietto e amaro di una polenta bruciata; ad ascoltarle la Grande Storia si fa minuscola e feroce e i suoi attori vili e coraggiosi al tempo stesso, impegnati in

Il nemico alle spalle: il canto popolare contro la Grande guerra. Vol. 5: fra cent’anni.

“Da qui a cent’anni, quanno / ritroveranno ner zappà la terra / li resti de li poveri sordati / morti ammazzati in guerra, / pensate un po’ che montarozzo d’ossa, / che fricandò de teschi / scapperà fòra da la terra smossa!”.  Così scriveva Trilussa, cent’anni fa, nel descrivere l’assurdità della guerra. Ultimo episodio di questa rubrica sul “canto popolare contro la Grande guerra” in cui risuonano gli stornelli contro Cadorna e il dolore degli sfollati, il dramma dei prigionieri

Il nemico alle spalle: il canto popolare contro la Grande guerra. Vol. 4: maledetto sia Cadorna

Quarto episodio de Il nemico alle spalle, rubrica curata da radiocane e Lorenzo Valera sul canto popolare contro la Grande guerra. A fronte dell’insensata e spietata logica della guerra, in cui si deve uccidere e farsi ammazzare per gli interessi dei padroni, nulla di più logico e sensato dell’insubordinazione, la diserzione, la rivolta. Di queste storie narra questo quarto volume, episodi di un’umanità che dovette fronteggiare sentenze di tribunali, fucilazioni sommarie, decimazioni sul posto. Non a caso si cantava: “maledetto

Il nemico alle spalle: il canto popolare contro la Grande guerra. Vol. 3: qui si muore gridando “Assassini!”

Terzo episodio de Il nemico alle spalle, rubrica curata da radiocane e Lorenzo Valera sul canto popolare contro la Grande guerra. Nel pieno dell’insensata carneficina, “fuoco e mitragliatrici, si sente il cannone che spara”. Il sangue s’impasta con la terra nelle trincee, sulle alture, sui monti. Toponomastica del massacro: Monte San Michele, Monte Cappuccio, Gorizia… “e il ritorno per molti non fu”. Interpretazioni originali a cura di Lorenzo Valera e Livia Brambilla. Per info e contatti: blukington.alekos.net I volumi già

Il nemico alla spalle: il canto popolare contro la Grande Guerra. Vol. 2: tocca partire

Secondo episodio de Il nemico alle spalle, rubrica curata da radiocane e Lorenzo Valera sul canto popolare contro la Grande guerra. Tocca partire. All’entrata dell’Italia nel conflitto, si muovono non solo milioni di poveri disgraziati mandati al macello da “quei vigliacchi di quei signori”, ma anche la macchina della propaganda che deve giustificare l’incipiente massacro. Vi partecipano “quei giovani studenti” che “la guerra han voluto” e “han gettato l’Italia nel lutto” e la schiera degli intellettuali interventisti. Alla loro stucchevole

Il nemico alle spalle: il canto popolare contro la Grande Guerra. Vol. 1: tra il Masetti e il Luisin

Che cosa si cantava in Italia alla vigilia della Grande Guerra? Inni socialisti e anarchici, parodie delle canzoni ufficiali del colonialismo italiano e soprattutto canti popolari di provenienza risorgimentale: un repertorio che ben esprimeva un immaginario antimilitarista antico e ben radicato nelle classi subalterne italiane, trascinate verso un massacro inutile e insensato. In questa rubrica, curata da radiocane e Lorenzo Valera, si cercherà di prestar ascolto a una delle tante forme con cui si esprimeva il “no” alla Grande Guerra,

Le avventure di Cipollina – Parte III

<<Vecchia talpa del mio cuore […] l’impresa è un po’ difficile lo riconosco, ma se tu sei in grado di radunare un centinaio di talpe e di farti dare una mano, anzi una zampa da loro, non sarà impossibile.>> Una monella che fa piangere chi le strappa i capelli e un tiranno acido e prepotente sono i due principali antagonisti. La posta in gioco dello scontro è nientemeno che la libertà di un popolo intero, composto di pomodori, ciliege, ragni

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