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Deportazioni e violenza di genere: un aggiornamento dal Cie di Roma

Dal Cie di Ponte Galeria, una delle tante storie di donne inghiottite dalla macchina delle deportazioni, dietro le quali spesso troviamo tutta la gamma delle violenze di genere. Ci siamo fatti raccontare questa vicenda da una compagna di Roma, che ci aggiorna anche sulla situazione dell’unico Cie femmile d’Italia.   http://www.radiocane.info/app/uploads/2017/02/romacie.mp3Scarica il podcast

Voci da un’insolita fortezza

Due voci raccontano di un’insolita occupazione milanese varata sulla spinta di alcuni immigrati – tra cui una vecchia amicizia della rivolta di Corelli del 2005 – che provano ad organizzarsi fuori dai circuiti ufficiali dell’accoglienza contando solo sulle proprie capacità e sulla solidarietà immediata che incontrano. Con questo “progetto” abbandonano la scuola, dismessa per amianto, di via Imbonati e occupano un altro edificio in via Fortezza firmando un comunicato collettivo con il nome “Ci siamo”. Non più solo un “nascondiglio”, ma

Nuovi banditi da Torino

Dopo la messa al bando di altri dodici compagni/e da Torino, si discute di queste misure e di come si inseriscano in un piano di normalizzazione più ampio che coinvolge interi pezzi di città e la loro messa a profitto. Come reagire a questa strategia repressiva è un qualcosa su cui tornare a riflettere, ma anche a cui rispondere nell’immediato. Ce ne hanno parlato alcuni/e torinesi ricordandoci di come, a volte, scegliere tra andare o restare diventa una questione di

Sulla lotta contro il Cie di Restinco-Brindisi

  L’autunno scorso riapriva il Cie di Restinco, Brindisi, restato a lungo chiuso grazie alla sete di libertà dei reclusi che, di ribellione in rivolta, lo avevano reso inagibile. Sin dalla sua riapertura, “alcuni nemici di ogni frontiera” hanno cominciato a muoversi per rompere l’isolamento cui vorrebbero costringere gli internati. Le misure repressive scattate successivamente ai danni di alcuni compagni (fogli di via, arresti domiciliari, obblighi di dimora) non fanno altro che ribadire la volontà di tenere nascosta e in

Sotto l’acronimo: le diverse razionalità delle politiche migratorie

L’universo concentrazionario italiano è ormai prossimo alla maggiore età. Allestito sul finire degli anni ’90, è sempre stato luogo di abiezione e collaborazionismo, nonché di poderose rivolte distruttive e di spericolate evasioni. Da qualche tempo, esso è al centro di una vasta operazione di ripensamento organizzativo sulla base di “differenti razionalità” gestionali. Così, al fianco dei “vecchi” C.I.E., ristrutturati e rimodernati, con la loro funzione deterrente e repressiva, è sorto un più ampio circuito di C.A.R.A. (i cosidetti centri per

Urla non sopite: sulla lotta contro i C.I.E. a Torino

  «…Crediamo che sia importante identificare i collaboratori della macchina delle espulsioni. Chi, dalle espulsioni, dai pestaggi ed anche, a volte, dalle rivolte ci guadagna. Che sia importante portare la lotta contro i Centri anche al di fuori di quelle mura, che la lotta è ovunque per chi sa guardare con i giusti occhi.» Questo il principio che ispira la lotta di chi a Torino, nonostante l’insistenza repressiva di Questura e Procura, ha deciso di proseguire le ostilità contro la

L’affittacamere

La storia di Paola, trans brasiliana , che vive prostituendosi in appartamento a Milano. La storia di Paola che finisce nel Cie di Via Corelli a Milano La storia di un incontro nel Cie con un poliziotto che lei già conosce La storia di un poliziotto che arrotonda affittando appartamenti agli stessi clandestini che poi finiranno nel Lager. La storia di Paola, che denuncia pubblicamente il suo affittacamere,  e questa mattina viene prelevata dalla polizia  nel cie di via corelli

Un’estate di rivolte – speciale CIE –

L’estate del 2009 ha visto rivoltarsi i reclusi dei lager d’Italia. I CIE, centri di identificazione ed espulsione, sono stati oggetto di una sommossa generalizzata. E’ stata un’immediata risposta individuale e collettiva alla strategia razzista e annientatrice portata avanti dal governo italiano e sostenuta silenziosamente da larga parte della società. Questo piccolo contributo vuole restituire la voce direttamente a chi ha avuto il coraggio di battersi. A tutti loro, uomini e donne, va il nostro ringraziamento. Un grazie dalla redazione